Dicembre 19, 2022

Acquisti diretti e acquisti indiretti: le principali differenze

eProcurement Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Supply Chain Finance

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Dicembre 11, 2022

Le sfide per i CPO nel 2023

eProcurement ESG Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Nuove Tecnologie Risk Management Strategia di acquisto Supply Chain Finance

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Novembre 21, 2022

Richiesta di Offerta (RDO): perché è strategica per gli Uffici Acquisti

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Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Novembre 9, 2022

Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Ottobre 24, 2022

Supplier Risk Assessment: vantaggi e sfide

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Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Ottobre 12, 2022

PMI e Procurement: la chiave è il Supplier Relationship Management

Artificial Intelligence Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Settembre 19, 2022

Sostenibilità e Procurement: facciamo il punto

ESG Gestione degli Acquisti

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Settembre 12, 2022

Supplier Relationship Management: 8 buone pratiche

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Strategia di acquisto

Il Supplier Relationship Management (SRM) è uno degli elementi compresi in una solida strategia di procurement. Una corretta gestione delle relazioni con i fornitori, infatti, può migliorare l’efficienza operativa e la redditività dell’azienda. Tutto dipende da come vengono gestiti i supplier e dal tipo di rapporto che l’organizzazione sviluppa con loro nel corso del tempo.

Perché la gestione delle relazioni con i fornitori è importante?

Un efficace Supplier Relationship Management aiuta l’azienda a crescere, perché promuove partnership strategiche con i propri fornitori. Alcuni elementi chiave di una strategia di SRM sono:

  • Aiuta a ottenere il massimo da ciascun fornitore
  • Supporta la continuità della supply chain
  • Può ridurre i costi e le inefficienze della catena di fornitura
  • Limita i rischi legati a fornitori poco affidabili ed efficienti e aiuta a gestire i rischi potenziali in modo sistematico
  • Aiuta a valutare le prestazioni dei fornitori
  • Permette che le aziende lavorino solo con fornitori efficienti e affidabili

 

Abbiamo pensato di indicarvi 8 buone pratiche per ottimizzare la strategia di SRM della vostra azienda.

 

  1. Avere in mente chiari obiettivi di sviluppo aziendale

Per creare relazioni strategiche forti con i fornitori giusti, è necessario avere una chiara visione degli obiettivi aziendali, a breve e a lungo termine. Il procurement, del resto, non si limita a trovare l’offerta più conveniente per l’azienda, ma è un processo che deve essere strategicamente collegato agli obiettivi aziendali generali.

Avendo ben chiari questi propositi, sarà più semplice scegliere i fornitori giusti e valutare le loro prestazioni nel modo più corretto.

Il team Acquisti deve, infatti, comprendere gli obiettivi dell’azienda prima di negoziare i contratti con i fornitori. Allineare efficacemente gli obiettivi aziendali con la gestione delle relazioni con i fornitori facilita da un lato la definizione dei fornitori prioritari e dall’altro il monitoraggio delle loro prestazioni.

  1. Utilizzare un albo fornitori digitale

Qualsiasi modello efficace di Supplier Relationship Management si basa su un albo fornitori aggiornato, in cui vengono archiviate informazioni complete sui supplier.

Ciò è necessario per valutare le prestazioni dei fornitori, aggiornare la loro posizione e mantenere con loro relazioni a lungo termine. Utilizzando una soluzione di e-procurement disponibile anche in cloud come niumActive, è ancora più facile consultare in tempo reale le informazioni sulle prestazioni complessive dei fornitori. Avere accesso a tutte le informazioni sui supplier è possibile attraverso un’unica dashboard centralizzata.

Alcune caratteristiche che l’albo fornitori digitale dovrebbe includere sono:

  • Dettagli di contatto e informazioni di base dei vostri fornitori
  • Contratti e proposte
  • Fatture e dati transazionali
  • Metriche che misurano le prestazioni dei fornitori
  • E qualsiasi altra informazione importante per gli obiettivi aziendali

 

  1. Segmentare il parco fornitori

È importante segmentare il parco fornitori in base ai criteri utili per la loro valutazione e assegnare loro una preferenza in base ai requisiti aziendali.

Per rendere più efficiente il Supplier Relationship Management, le organizzazioni dovrebbero sviluppare una serie di criteri chiari che le aiutino a segmentare i fornitori. Questi possono essere basati sulla centralità dei prodotti/servizi che forniscono, sulla velocità di fornitura, sulla qualità del servizio offerto, sui fattori di rischio associati al fornitore, sul tipo di valore potenziale che il fornitore può offrire e altro ancora.

Con una corretta segmentazione del parco fornitori, la scelta di quello giusto per soddisfare gli obiettivi aziendali specifici è più semplice, perché le informazioni a disposizione dei buyer sono più organizzate e facilmente reperibili. Inoltre, è più facile misurare le prestazioni dei supplier e capire come sviluppare una partnership più vantaggiosa per entrambe le parti.

 

  1. Creare un flusso di SRM ordinato

Il Supplier Relationship Management è un’area piuttosto complessa, con responsabilità e ruoli diversi. Un problema che molte organizzazioni devono affrontare in questo ambito è la mancanza di ordine nei flussi di valutazione e reporting sulle attività dei fornitori. È evidente, infatti, che una gerarchia di reporting poco chiara può influenzare il processo decisionale.

Per garantire, dunque, un processo di Supplier Relationship Management efficace, le organizzazioni devono sviluppare flussi di lavoro e catene di reporting ordinate e trasparenti. Tutti i dipendenti coinvolti nella gestione dei fornitori devono comprendere chiaramente il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Questo aiuterà anche a chiarire meglio le capacità gestionali dell’organizzazione.

 

  1. Concentrarsi sulla formazione e sull’aggiornamento

Una buona pratica per migliorare la gestione dei rapporti con i fornitori è quella di concentrarsi sulla ricerca di aree di crescita all’interno del team che gestisce gli approvvigionamenti. Il procurement coinvolge molti processi diversi e ci sono sempre nuove tecnologie in fase di sviluppo. Ciò significa che i team che si occupano di procurement e di supply chain devono sempre aggiornarsi e sviluppare nuove competenze. Per migliorare costantemente gli standard negli Acquisti e, di conseguenza, nel Supplier Relationship Management, è importante, quindi, tenersi sempre aggiornati sui nuovi progressi del settore e aggiungere continuamente nuove competenze al procurement team.

 

  1. Valutare i rischi legati alle forniture

Una delle parti più critiche della gestione della supply chain è l’esecuzione di un’accurata valutazione dei rischi. Per quanto riguarda il Supplier Relationship Management, una strategia di valutazione dei rischi può aiutare a creare relazioni più forti e strategiche con i fornitori meno rischiosi e più utili agli obiettivi di business.

Identificare i fornitori chiave e comprendere tutti i possibili fattori che potrebbero causare interruzioni o eventi negativi di fornitura può aiutare a sviluppare piani di emergenza e a predisporre opzioni di back up. Disporre di un programma chiaro di valutazione del rischio e applicarlo prima di scegliere nuovi fornitori è un’ottima strategia di SRM.

 

  1. Monitorare le prestazioni dei fornitori

Una sana strategia di Supplier Relationship Management si concentra sul monitoraggio e sull’analisi delle prestazioni dei fornitori. In tal senso, l’organizzazione deve disporre di sistemi di valutazione ben strutturati. In questo modo è possibile monitorare sempre le giuste metriche per le prestazioni dei fornitori e ridurre al minimo i rischi quando si lavora con supplier diversi.

Quando si valutano le prestazioni dei fornitori, bisogna considerare prima di tutto come i supplier si allineano agli obiettivi e alle politiche aziendali e se rispettano i principi di conformità. Ogni fornitore deve avere un elenco di requisiti chiari che l’azienda deve monitorare.

 

  1. Automatizzare i processi di approvvigionamento

Ultimo, ma non certo per importanza, uno dei modi migliori per migliorare il Supplier Relationship Management è trovare il modo di ridurre al minimo le lacune di comunicazione, sviluppando al contempo un processo di procurement più efficiente. A tal fine, le organizzazioni dovrebbero adottare strumenti di automazione del processo di acquisto.

Con la soluzione giusta, le organizzazioni possono automatizzare la creazione di richieste di acquisto e di ordini di acquisto, facilitando così la gestione degli ordini e della fatturazione. In questo modo si risparmiano sforzi e risorse e si contribuisce a mantenere sia l’azienda che i fornitori informati e aggiornati sugli impegni in corso.

niumActive è la soluzione che supporta le aziende nella gestione dei processi di approvvigionamento a 360 gradi. Scopri di più e prenota una demo gratuita!

Settembre 5, 2022

6 vantaggi che l’eProcurement porta al tuo business

eProcurement Gestione degli Acquisti Strategia di acquisto

Quando si parla di acquisti, specialmente nel mondo manifatturiero, bisogna distinguere e comprendere le differenze tra acquisti diretti e acquisti indiretti.

Le aziende hanno bisogno di acquistare beni e servizi su scala relativamente ampia per garantire il buon funzionamento delle loro attività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. I professionisti del Procurement distinguono tra i due tipi principali di acquisti che tutte le aziende effettuano: quelli diretti e quelli indiretti.

 

Gli acquisti diretti

Si parla di acquisti diretti riferendosi ai beni e servizi che sono direttamente coinvolti nella produzione di un prodotto. Consideriamo un’azienda che produce e vende elettrodomestici, ad esempio. Per costruire questi elettrodomestici l’azienda ha bisogno di molte materie prime. Tutto, dall’acciaio al metallo e alla plastica, fino ai componenti dei sistemi interni. Tutte le materie prime, i componenti e l’hardware utilizzati per la produzione di un elettrodomestico rientrano, quindi, nella spesa diretta di questa azienda.

 

Gli acquisti indiretti

Si parla di spesa indiretta quando ci si riferisce a tutti gli acquisti non utilizzati per fabbricare direttamente un prodotto. Ad esempio, la stessa azienda che produce e vende elettrodomestici, oltre all’attività produttiva, ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, dalle vendite al marketing all’IT e alle risorse umane. Ciascuna di queste Business Unit per funzionare ha bisogno di forniture per ufficio, servizi di ristorazione aziendale o sostitutivi, servizi di pulizia, viaggi, ecc. Tutto questo è importante per consentire alle funzioni aziendali principale di produzione e vendita di frigoriferi e rientra nella spesa indiretta dell’azienda.

 

Diretti vs indiretti: perché è importante?

Uno degli obiettivi principali di ogni azienda è mantenere i costi il più bassi possibile e aumentare i profitti. Sapere per cosa si spende è il primo passo ed è qui che la distinzione diventa utile e viene utilizzata per classificare innanzitutto quanto un’azienda spende per cosa e, in secondo luogo, per analizzare queste informazioni e preparare nuove strategie di Sourcing.

Con gli acquisti indiretti è più facile risparmiare sui costi. Ad esempio, è possibile acquistare una macchina da caffè più economica per la sala relax. Con l’approvvigionamento diretto, invece, quando un’azienda non può passare a materie prime più economiche – ad esempio per ragioni di standard qualitativi – o a un macchinario diverso, la spinta a risparmiare sui costi vira piuttosto verso la gestione dei rapporti con i fornitori, la ricerca di modi per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento e verso la riduzione delle inefficienze.

 

 

Agosto 2, 2022

Risk Management: facciamo il punto

Risk Management

Quello del Risk Management è uno dei temi più urgenti per le aziende di tutti i settori produttivi. A partire dal 2020, con la diffusione della pandemia da Covid-19, e a seguire con tutte le altre contingenze negative che si sono susseguite, dalla crisi delle materie prime alla guerra contro l’Ucraina, i rischi per le aziende si sono moltiplicati e non sempre i business si sono trovati – e si trovano – preparati ad affrontarli.

Anche Niuma ha voluto approfondire alcuni temi relativi alla gestione del rischio negli ultimi mesi. Ripercorriamo insieme i contenuti più salienti:

  1. La mappa del rischio aziendale come guida del business

Partiamo con il primo strumento di Risk Management: la mappa del rischio aziendale. In questo articolo abbiamo analizzato che tipo di strumento sia, per cosa sia progettato e abbiamo poi raccolto i cinque passi da effettuare nella progettazione della propria mappa del rischio.

  1. I rischi legati al Procurement nel 2022

Come abbiamo già detto in apertura, il 2020 e il 2021 hanno portato enormi sconvolgimenti travolgendo inevitabilmente anche gli approvvigionamenti. In questo articolo, dunque, abbiamo parlato di Risk Management, approfondendo i rischi più urgenti nel 2022 per le organizzazioni.

  1. Rischio di fornitura: come gestirlo?

Per chi lavora nel procurement il Risk Management è, prima di tutto, gestione del rischio di fornitura. Le aziende che lavorano con fornitori terzi, quindi, dovrebbero concentrarsi sulle strategie per la gestione del rischio di fornitura; con un’attenzione particolare al rapporto coi fornitori e alla compliance ESG e normativa.

  1. Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Per chiudere questo focus sul Risk Management, non potevamo non citare la nostra soluzione per gestire il rischio di fornitura. Una soluzione che raccoglie i 3 step fondamentali del Risk Management: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio; una soluzione sperimentata al fianco di GEFRAN, nostra storica partner.