Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Novembre 9, 2022

Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

Procurement 24 ORE offre anche un servizio di consulenza per le singole categorie di spesa aziendali. Un network di Category Specialist che lavorano al fianco degli Uffici Acquisti per supportarli nella valutazione della spesa, individuare margini di miglioramento nella gestione degli acquisti e trasformare i costi in ricavi.

Scopri di più su come reinventare il tuo modo di acquistare su procurement24ore.it

 

4 modi per ottimizzare la Supply Chain

Luglio 11, 2022

4 modi per ottimizzare la Supply Chain

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Nuove Tecnologie Supply Chain Finance

Ottimizzare la Supply Chain di un’azienda è, oggi più che mai, vitale. La definizione di supply chain è quella di una rete di organizzazioni coinvolte, attraverso collegamenti a monte e a valle, nei diversi processi e attività che producono valore in forma di servizi e prodotti nelle mani del consumatore finale.

La supply chain della vostra azienda è come il suo sistema circolatorio: l’azienda non può funzionare correttamente se non riceve i rifornimenti necessari nei vari punti della sua attività. Ad esempio, se gestite una flotta di veicoli per le consegne, non riuscirete a fare affari senza il carburante sufficiente per far funzionare i veicoli.

Per questo motivo, ottimizzare la supply chain è di grande importanza per ogni organizzazione. Ecco 4 punti per rendere fattibile questo efficientamento.

 

  1. Interazione dei livelli della catena

I vostri supplier hanno, a loro volta, dei supplier che riforniscono loro e, alla fine, tutte le catene si riconducono alle materie prime; ma ottimizzare la supply chain va a vantaggio di tutti gli anelli della catena.

La comunicazione costante tra ogni parte della catena migliora l’efficienza dell’intero processo. Consideriamo un’azienda con una flotta di camion per le consegne. I camion devono essere riforniti di carburante, sottoposti a manutenzione e riparati, quando necessario. Per queste tre esigenze, avrete tre catene di approvvigionamento: carburante, pezzi di ricambio e attrezzi.

Per ottimizzare la supply chain, dovete essere in contatto con tutti gli aspetti di ciascuna catena di approvvigionamento. Questo include i trasportatori di carburante, i metallurgisti, i macchinisti, i trasportatori e i rivenditori di pezzi di ricambio e utensili. La gestione delle relazioni con i fornitori (SRM) è un’iniziativa importante per migliorare le prestazioni della catena di fornitura.

Le organizzazioni devono lavorare a stretto contatto con i fornitori per garantire le consegne o cercare altre fonti di approvvigionamento quando le materie prime critiche sono a rischio. Il supporto dei dirigenti e una tecnologia adeguata sono componenti chiave per aumentare l’attrattiva dell’organizzazione nei confronti dei fornitori critici per l’azienda.

Gli strumenti di ottimizzazione della supply chain consentono un’interazione più agevole con i fornitori, una gestione più semplice degli obblighi reciproci e l’accesso a dati precisi sulle transazioni e sui risultati aziendali.

  1. Gestione dell’inventario

Per ottimizzare la supply chain è necessario che le aziende mantengano scorte adeguate, conoscano lo stato degli articoli acquistati e ricevano aggiornamenti tempestivi sulle consegne. Durante la pandemia, un numero maggiore di aziende si è occupato dell’offerta piuttosto che della domanda, evidenziando quanto le aziende non siano attrezzate per mantenere adeguati livelli di scorte in tempi di interruzione. Una corretta gestione delle scorte garantisce che i prodotti vengano utilizzati nel modo giusto.

Supponiamo che un’azienda alimentare con una flotta di camion per le consegne consegni prodotti biologici sia ai negozi che ai singoli clienti. Uno dei maggiori vantaggi di una gestione efficace dell’inventario è quello di evitare il deterioramento dei prodotti. Nessuno vuole ordinare frutta e verdura e vedersele consegnate in uno stato deteriorato.

Bisogna anche sapere di quante scorte si ha bisogno. Se potete vendere solo 500 casse di pomodori biologici, non volete pagare per 600 casse, perché 100 casse diventerebbero immediatamente scorte morte. Inoltre, si rovineranno rapidamente, con conseguente perdita di tempo e denaro investito.

  1. Logistica

La logistica è fondamentalmente nel trasporto delle merci da un luogo all’altro. Le merci devono arrivare rapidamente per soddisfare la domanda dei clienti. Il trasporto di articoli deperibili, come i prodotti biologici, richiede una cura supplementare per evitare il deterioramento.

Per capire quanto la logistica sia essenziale, vediamo come interagiscono le varie catene. Avete un ordine di 50 tonnellate di uva da consegnare al magazzino di un noto supermercato. Uno dei vostri veicoli per le consegne si rompe durante il tragitto verso il magazzino e si verifica un ritardo di tre ore. Inutile dire che il supermercato non è contento di voi. Non si è rovinato nulla, ma il supermercato non ha rispettato la scadenza per i saldi del fine settimana che prevedevano prodotti biologici.

  1. Tecnologia

Il nodo della tecnologia nell’ottimizzare la supply chain, è centrale. Forbes lo identifica in uno dei 4 trend che danno forma alla Supply Chain di oggi. Le telefonate sono sempre state utili, ma in un ambito commerciale è necessario comunicare più rapidamente. A seconda delle dimensioni della vostra azienda, potreste aver bisogno di una soluzione basata sulla tecnologia dell’intelligenza artificiale (AI) per automatizzare gli ordini. Se l’ipotetica azienda di prodotti biologici ha 50 camion e alcuni magazzini e centri di distribuzione, potrebbe essere in grado di ottimizzare la supply chain con pochi PC.

Aziende di grandi dimensioni, invece, hanno bisogno di intere divisioni supportate dalla tecnologia più potente e da protocolli e software di gestione sicuri e basati sul cloud, insieme a migliaia di persone che mantengano un controllo su quell’impresa colossale che è la loro supply chain.

 

Le catene di approvvigionamento possono essere a volte estremamente complesse e difficili da gestire, soprattutto per le organizzazioni che si affidano a un gran numero di fornitori per la produzione di diversi prodotti e servizi. Data l’ulteriore incertezza e il rischio di interruzioni degli approvvigionamenti, investire in strumenti tecnologici atti a ottimizzare la supply chain migliora anche l’aspetto di gestione dei rischi.

Intelligenza Artificiale: supportare o sostituire il lavoro umano?

Marzo 21, 2022

Intelligenza Artificiale: supportare o sostituire il lavoro umano?

Artificial Intelligence Blockchain Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie

“L’Intelligenza Artificiale ci sostituirà nel nostro lavoro?” Questa è una delle domande – e delle preoccupazioni – che spesso capita di sentire quando si parla con chi si occupa di acquisti. La risposta ve la sveliamo a fine articolo, ma prima di affrontare l’argomento è bene chiarire cosa è e cosa non è l’AI, specie quando utilizzata nel Procurement.

Per semplificare, l’AI è una soluzione tecnologica, una macchina volta a risolvere un compito specifico per il quale è stata impostata. Ha alcune capacità, come l’autoapprendimento da esperienze e dati immagazzinati, che per questo la portano a svolgere autonomamente azioni che prima dovevano necessariamente essere gestite dall’uomo. Per questo motivo, ha il potenziale per cambiare rapidamente le pratiche di lavoro anche nelle grandi organizzazioni. Le applicazioni più utilizzate dell’AI sono:

Machine Learning (ML): parte da algoritmi che rilevano modelli e li usano per la previsione o il processo decisionale.

Natural Language Processing (NLP): algoritmi che possono interpretare, trasformare e generare il linguaggio umano.

Un’altra tecnologia che viene abitualmente inserita all’interno dell’insieme AI, ma che in realtà non è altro che un’applicazione dell’informatica tradizionale, è il Robotic Process Automation (RPA); in questo caso si parla di algoritmi che interagiscono con applicativi informatici e imitano le azioni umane per ridurre compiti semplici e ripetitivi.

Tutte le forme di Intelligenza Artificiale coinvolgono algoritmi – insiemi di regole che specificano come risolvere un problema specifico. Gli algoritmi possono essere familiari a chiunque sia dotato in matematica, ma costituiscono anche la base della maggior parte dei software. Dal punto di vista del Procurement, qualsiasi soluzione tecnologica che includa algoritmi intelligenti di autoapprendimento può essere considerata AI. Ad esempio, una piattaforma di Digital Procurement che sia integrata di sistemi di AI applicati al riconoscimento automatico dei documenti e altre funzioni.

Molto è il clamore e tanti i malintesi intorno all’Intelligenza Artificiale. Dal punto di vista del Procurement, ma vale per ogni altro settore, l’AI non è un essere senziente cromato o plastificato come si vede nei film. Non dovrebbe essere vista come una sostituzione della competenza umana nel Procurement, o essere considerata un nuovo membro del team in grado di guidare il cambiamento organizzativo o il sourcing strategico. Per il Procurement, l’AI non è una soluzione magica da sfruttare per risolvere i problemi organizzativi dell’Ufficio Acquisti. Tutte le soluzioni di AI oggi e nel prossimo futuro nel Procurement richiederanno la guida e la supervisione attiva di un esperto.

L’Intelligenza Artificiale sta comunque già iniziando a trasformare il Procurement. Sta, anzitutto, automatizzando o rendendo più efficienti compiti che richiedono solitamente molto tempo e sta, altresì, dando a chi si occupa di acquisti ulteriori informazioni approfondite basate su una serie di dati complessi. Quando pensate a una tecnologia come questa, guardate oltre il clamore e consideratela semplicemente come un nuovo tipo di soluzione a supporto del lavoro umano. Per questi motivi, è evidente che l’AI nel Procurement non sia un sostituto del lavoro umano, quanto piuttosto un supporto, un acceleratore delle competenze e delle funzioni svolte dagli Uffici Acquisti.

Vediamo adesso nello specifico quali sono i settori del Procurement che maggiormente possono essere supportati dall’applicazione dell’AI

  • Classificazione della spesa

In questo ambito l’utilizzo di algoritmi di apprendimento automatico è utile per classificare la spesa di approvvigionamento in categorie e sottocategorie. Ad esempio, l’algoritmo compie la revisione di centinaia di fatture per classificare automaticamente la spesa in diverse categorie.

  • Corrispondenza dei fornitori

L’utilizzo dell’apprendimento automatico è un supporto per collegare i dati dei fornitori contenuti nelle fatture e negli ordini di acquisto a una gerarchia di fornitori. Per esempio, collegando diverse filiali locali di un’azienda di trasporto e logistica a un fornitore internazionale.

  • Catturare i dati del fornitore o del mercato

Le tecnologie come l’elaborazione del linguaggio naturale sono utilizzate per cercare e catturare dati sui fornitori o su mercati specifici. Per esempio, tracciando i canali dei social media per i segnali sulle posizioni di rischio dei fornitori.

  • Rilevamento delle anomalie

Infine, gli algoritmi di apprendimento automatico vengono utilizzati per rilevare automaticamente e far emergere intuizioni rilevanti per l’approvvigionamento. Per esempio, cambiamenti inaspettati nei prezzi di acquisto di una materia prima o di un fornitore e collegarli o meno a cause specifiche.

 

Cos’è l’e-procurement e come funziona

Novembre 8, 2021

Cos’è l’e-procurement e come funziona

Gestione degli Acquisti

L’approvvigionamento elettronico, noto anche come e-procurement, è il processo di richiesta, ordine e acquisto di beni e servizi online. Si tratta di un processo business-to-business.

A differenza dell’e-commerce, l’e-procurement utilizza il sistema chiuso di fornitori ed è disponibile solo per gli utenti registrati alla relativa piattaforma, facilita le interazioni tra fornitori e clienti attraverso offerte, ordini di acquisto e fatture. Nasce negli anni ’80, in seguito allo sviluppo dell’Electronic Data Interchange (EDI); un decennio dopo, i miglioramenti dell’EDI hanno permesso alle organizzazioni di sviluppare cataloghi online per i fornitori. Oggi l’e-procurement coinvolge tutto, dalla valutazione e selezione dei fornitori alla gestione dei contratti, agli ordini e ai pagamenti elettronici.

 

L’e-procurement utilizza un’interfaccia web o un altro tipo di sistema in rete che collega fornitori e clienti. All’interno di un’azienda, un procurement Manager o un dipartimento di Acquisti di solito stabilisce le politiche che regolano l’e-procurement per l’organizzazione. L’obiettivo dell’utilizzo di un sistema di questo tipo è quello di acquisire prodotti o servizi al miglior prezzo possibile e nel miglior momento possibile. Per raggiungere questo obiettivo, è importante che le aziende stabiliscano relazioni con i fornitori. Ciò consente al personale addetto agli acquisti di negoziare i contratti con i fornitori. Inoltre, all’interno della piattaforma di e-procurement, possono stabilire linee guida o limiti di budget e di spesa.

L’e-procurement elimina la necessità di svolgere manualmente attività laboriose legate agli acquisti, come le aste e le gare d’appalto elettroniche, lo scambio di contratti con i fornitori e la compilazione di questionari per l’inserimento dei fornitori. Il processo funziona collegando diverse entità e processi attraverso una piattaforma centralizzata. La gestione dei fornitori è uno degli aspetti più importanti dell’e-procurement. Comprende sia la gestione delle relazioni con i fornitori sia la gestione delle informazioni sui fornitori.

Altri componenti chiave dell’e-procurement sono:

  • e-sourcing: definizione dei requisiti e pre-qualificazione dei potenziali fornitori
  • e-tendering: richiesta di informazioni, proposte e preventivi
  • e-auctioning: valutazione dei fornitori, negoziazione e gestione dei contratti

Il software di e-procurement facilita tutti i processi prima citati e legati al procurement, consente al personale addetto agli acquisti di automatizzare varie attività e procedure, tra cui ordini, fatturazioni e relazioni con i fornitori.

Molti sistemi di questo tipo consentono all’intero Ufficio Acquisti di personalizzare la gestione dell’approvvigionamento. Possono, ad esempio, controllare quali utenti possono fare determinate azioni (ordini, gestire aste etc.), chi può visualizzare le informazioni che riguardano le fatture, chi può approvare le richieste di acquisto e molto altro. Inoltre, la maggior parte delle piattaforme di e-procurement è accessibile su dispositivi mobili come smartphone e tablet.

 

L’e-procurement aiuta ad automatizzare il processo di approvvigionamento. La tracciabilità centralizzata delle transazioni, la semplificazione della reportistica e la conformità dei contratti contribuiscono ad abbreviare i cicli di approvvigionamento.

I sistemi automatizzati e gli strumenti di monitoraggio integrati riducono le spese generali dei team di procurement, ottimizzano le prestazioni, aumentano l’efficienza dei processi e consentono di risparmiare sui costi. Inoltre, contribuiscono a limitare le spese irregolari, che si verificano quando i dipendenti acquistano prodotti “fuori contratto”, cioè quando fanno acquisti al di fuori dei parametri stabiliti nei contratti negoziati e in vigore.

Con l’e-procurement, il reparto acquisti, liberato da attività manuali, ripetitive o a basso valore, può riorientare le risorse verso attività a più alto valore, come la negoziazione dei contratti.

Poiché tutte le informazioni sono centralizzate, la direzione aziendale o gli stakeholder possono accedervi facilmente attraverso la piattaforma di e-procurement per analizzare e migliorare il processo decisionale. In questo modo aumenta la trasparenza e la responsabilità dei processi e consente un migliore controllo della funzione di approvvigionamento.

 

L’implementazione di un applicativo di e-procurement comporta potenziali sfide, in particolare per quanto riguarda l’installazione e l’integrazione del software con altri sistemi back-end aziendali.

Un’altra sfida è rappresentata dalla formazione dei dipendenti all’uso del software. Inoltre, le aziende devono collaborare con i fornitori per garantire una transizione senza problemi al nuovo sistema online.

Con piattaforme di e-procurement intuitive, user friendly e customizzabili come quella di Niuma, questi limiti sono quasi del tutto ridotti.