Ottobre 24, 2022

Supplier Risk Assessment: vantaggi e sfide

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Non Conformità Risk Management

Gli eventi degli ultimi due anni ci hanno insegnato che la gestione del rischio di fornitura è alla base di un Procurement che funziona, per questa ragione è fondamentale parlare di Supplier Risk Assessment, l’unico modo per comprendere e mitigare il rischio.

I fornitori possono rappresentare un rischio per le aziende dal momento che sono essi stessi aziende, sono quindi soggetti agli stessi rischi di qualsiasi altra impresa, tra cui rischi finanziari, geopolitici, reputazionali e altri ancora. Di conseguenza, gli uffici Acquisti devono essere in grado di identificare e mitigare il più possibile questi rischi.

Cos’è il Supplier Risk Assessment

Il Supplier Risk Assessment, o valutazione del rischio di fornitura, è un insieme di metodi che le aziende possono utilizzare per individuare e affrontare le minacce associate alla collaborazione con determinati fornitori.

La lista dei rischi legati ai fornitori di un’azienda, specie in un momento storico come quello che stiamo vivendo, è potenzialmente fitta e può riguardare problemi di qualità dei prodotti, gestione delle consegne, instabilità finanziaria, compliance e altro ancora. Identificando e valutando questi rischi in anticipo, le aziende possono evitare o ridurre al minimo i potenziali problemi futuri.

I vantaggi del Supplier Risk Assessment

Oggi le organizzazioni sono più consapevoli della necessità di gestire i rischi della supply chain in modo coerente e proattivo. Un’interruzione delle forniture in qualsiasi punto della catena può avere un impatto significativo sulle operazioni aziendali, comprese le interruzioni della produzione, della consegna di beni e servizi e, in ultima analisi, dei ricavi e dei profitti.

Sebbene la valutazione del rischio dei fornitori non sia un concetto nuovo, l’attuale contesto economico globale l’ha resa una priorità assoluta per molte organizzazioni. La pandemia COVID-19 ha dimostrato quanto le catene di fornitura globali possano essere vulnerabili alle interruzioni e quanto rapidamente queste possano degenerare in problemi gravi.

Il rischio per i fornitori è significativo e può includere danni finanziari, operativi e di reputazione per l’azienda. Per questo motivo, un programma completo di valutazione del rischio dei fornitori è fondamentale per la capacità di un’organizzazione di mitigare il rischio dei fornitori, anche prima dell’ingresso in azienda.

La gestione del rischio della catena di approvvigionamento è un processo continuo. Per proteggere la propria azienda, bisogna essere proattivi e comprendere chiaramente, identificandoli e analizzandoli, i fattori di rischio legati alla collaborazione con i diversi fornitori.

Le sfide del Supplier Risk Assessment

L’esecuzione di una valutazione accurata e completa del rischio legato ai fornitori può essere impegnativa per diversi motivi:

  1. Ampia base di fornitori

Il numero di fornitori di un’azienda può variare in modo significativo a seconda del settore e delle dimensioni. Per esempio, grandi aziende o aziende del settore manifatturiero possono avere anche migliaia di fornitori, mentre aziende più piccole possono avere un parco fornitori più ristretto. Per questo motivo, eseguire una valutazione del rischio accurata e completa per tutti i fornitori può essere impegnativo.

 

  1. Valutazioni diverse a seconda dell’organizzazione

Non esiste una strategia unica per il Supplier Risk Assessment. Ogni organizzazione è unica e presenta rischi diversi associati ai propri fornitori. Per questa ragione ciò che funziona per un’azienda di un determinato settore o di una certa grandezza non è detto che funzioni per le altre.

 

  1. Mancanza di risorse

In mancanza di competenze interne e strumenti per strutturare efficacemente una strategia di Supplier Risk Assessment, è difficile per le funzioni acquisti condurre una valutazione completa. Inoltre, l’analisi del rischio legato ai fornitori è un’attività che richiede tempo e studio puntuale, per cui la mancanza di risorse o di strumenti dedicati a questo lavoro può essere una sfida.

 

  1. Complessità della Supply Chain

Le catene di fornitura odierne possono coinvolgere una moltitudine di soggetti per la produzione di un singolo prodotto. Spesso si estendono su più Paesi e ogni anello della catena introduce nuovi rischi. Per questo motivo, la complessità della Supply Chain può rendere difficile presidiarne ogni singolo passaggio e analizzare e valutare correttamente i rischi collegati.

 

  1. Limitazioni dei dati

Per il Supplier Risk Assessment, le organizzazioni devono avere a disposizione diversi dati; possono essere informazioni finanziarie, indicatori di performance, metriche di controllo della qualità e altro ancora. I dati in questione, però, non sempre sono facili da reperire: possono essere richiesti a Infoprovider (dati su rating ESG o stabilità finanziaria del fornitore); possono derivare dallo storico di fornitura che l’azienda possiede o possono essere condivise direttamente dal fornitore.

 

Per supportare le aziende nella gestione del rischio di fornitura, abbiamo ideato una soluzione che supporti le aziende in queste tre fasi: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio. All’interno di questo quadro abbiamo pensato all’inserimento di automazioni e di algoritmi di Intelligenza Artificiale proprio per aiutare le funzioni Acquisti in questo processo.

Agosto 2, 2022

Risk Management: facciamo il punto

Risk Management

Quello del Risk Management è uno dei temi più urgenti per le aziende di tutti i settori produttivi. A partire dal 2020, con la diffusione della pandemia da Covid-19, e a seguire con tutte le altre contingenze negative che si sono susseguite, dalla crisi delle materie prime alla guerra contro l’Ucraina, i rischi per le aziende si sono moltiplicati e non sempre i business si sono trovati – e si trovano – preparati ad affrontarli.

Anche Niuma ha voluto approfondire alcuni temi relativi alla gestione del rischio negli ultimi mesi. Ripercorriamo insieme i contenuti più salienti:

  1. La mappa del rischio aziendale come guida del business

Partiamo con il primo strumento di Risk Management: la mappa del rischio aziendale. In questo articolo abbiamo analizzato che tipo di strumento sia, per cosa sia progettato e abbiamo poi raccolto i cinque passi da effettuare nella progettazione della propria mappa del rischio.

  1. I rischi legati al Procurement nel 2022

Come abbiamo già detto in apertura, il 2020 e il 2021 hanno portato enormi sconvolgimenti travolgendo inevitabilmente anche gli approvvigionamenti. In questo articolo, dunque, abbiamo parlato di Risk Management, approfondendo i rischi più urgenti nel 2022 per le organizzazioni.

  1. Rischio di fornitura: come gestirlo?

Per chi lavora nel procurement il Risk Management è, prima di tutto, gestione del rischio di fornitura. Le aziende che lavorano con fornitori terzi, quindi, dovrebbero concentrarsi sulle strategie per la gestione del rischio di fornitura; con un’attenzione particolare al rapporto coi fornitori e alla compliance ESG e normativa.

  1. Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Per chiudere questo focus sul Risk Management, non potevamo non citare la nostra soluzione per gestire il rischio di fornitura. Una soluzione che raccoglie i 3 step fondamentali del Risk Management: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio; una soluzione sperimentata al fianco di GEFRAN, nostra storica partner.

Giugno 20, 2022

Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Artificial Intelligence Nuove Tecnologie Risk Management

Il nostro CEO, Giovanni Baruffini, ha parlato alla redazione di The Procurement della nuova soluzione di Niuma per l’individuazione dei rischi di fornitura.

Nel corso dell’ultimo Meet Up, organizzato lo scorso 18 maggio, Niuma ha diffuso i risultati del progetto EPICS (EProcurement Innovation for Challenging Scenarios). Ha dato una panoramica sulle soluzioni realizzate grazie all’applicazione dell’AI e l’attenzione dei partecipanti all’evento si è concentrata, tra gli altri, sul tema della gestione dei rischi di fornitura.

Complice di questo interesse la presenza di Stefano Mazzola, CPO di GEFRAN SpA, al fianco della quale Niuma – sua partner da anni – ha potuto sperimentare parte della nuova soluzione di Risk Management. Per questo abbiamo deciso di farci raccontare da Giovanni Baruffini, CEO di Niuma, la soluzione da loro ideata per il Risk Management.

  • Dott. Baruffini, che tipo di soluzione avete realizzato per la gestione del rischio di fornitura?

Come sempre per i nostri progetti, siamo partiti dalle esigenze reali dei nostri clienti. Gestire i rischi nel procurement significa risolvere essenzialmente tre problemi:

  • identificare l’esposizione dei fornitori e dei materiali a una o più categorie di rischio
  • analizzare l’associazione tra i fornitori/materiali a rischio e gli eventi negativi eventualmente registrati durante l’esecuzione dei processi aziendali all’interno dell’organizzazione acquirente
  • valutare la probabilità e l’impatto degli elementi di rischio sull’intera azienda

Per questa ragione, quindi, abbiamo ideato una soluzione che supporti le aziende in queste tre fasi: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio. All’interno di questo quadro abbiamo pensato all’inserimento di automazioni e di algoritmi di Intelligenza Artificiale, laddove possibile, per rendere esponenzialmente più veloce il lavoro delle Funzioni Acquisti.

Per quanto riguarda l’Identificazione del rischio è stata fondamentale la collaborazione con GEFRAN. I dati relativi ai rischi sono spesso implicitamente contenuti nei dati che gli Uffici Acquisti posseggono e devono essere categorizzati e analizzati alla luce del tipo di conoscenza che se ne vuole estrarre. Con l’Ufficio che fa capo all’Ing. Mazzola, abbiamo raccolto e integrato i dati presenti nei database GEFRAN (informazioni su geolocalizzazione dei fornitori, sul numero di fornitori per un determinato componente, etc.) con informazioni derivanti da Info Provider (per esempio sull’obsolescenza dei materiali); abbiamo costruito un processo automatizzato di identificazione dei rischi relativi alle forniture; abbiamo infine consegnato un output che consiste in una dashboard interattiva che la Funzione Acquisti può consultare e interrogare per conoscere quali sono i materiali e le forniture interessati da eventuali rischi.

Proseguendo nel framework della soluzione, nella seconda fase, quella di Analisi del rischio, gli elementi di rischio precedentemente individuati vengono associati ad altri dati, relativi alla registrazione di alcuni eventi relativi alle funzioni aziendali (per esempio eventi di fornitura o di produzione). Da un lato, quindi, un elenco di probabili rischi, dall’altro le annotazioni di quanto accaduto (eventi positivi o negativi) ad esempio in fase di fornitura o di produzione.

È qui che entrano in gioco gli algoritmi di AI, per trovare correlazioni o schemi frequenti che denotano le cause principali degli eventi negativi, ma più di tutto per ottenere possibili previsioni di futuri eventi negativi.

Proviamo a fare un esempio, prendiamo il rischio di single source. Nell’elenco degli eventi negativi di fornitura potrebbero celarsi importanti correlazioni tra tali eventi e i single source, ovvero la presenza di un singolo fornitore in Albo per un determinato materiale; l’AI renderebbe visibili queste correlazioni, permettendo quindi di effettuare importanti valutazioni per mitigare e annullare un rischio di questo tipo.

L’ultima fase è poi quella di Risk Evaluation. La nostra soluzione va a valutare probabilità e impatto degli eventi negativi individuati precedentemente, restituendo degli alert sulla valutazione del rischio (ad esempio grave, e quindi da considerare con la massima priorità).

La sperimentazione fatta fianco a fianco con GEFRAN è la dimostrazione che una soluzione di Risk Management non può essere un prodotto a scaffale, ma deve nascere da un lavoro fatto di concerto insieme al cliente, che spesso conosce i rischi che la propria Supply Chain può subire, ma che soprattutto deve possedere una notevole quantità di dati da mettere a disposizione della sperimentazione con l’AI.

Noi abbiamo parlato, per esemplificare, solo di alcuni dei rischi in cui le Supply Chain possono incorrere; ma una soluzione flessibile e customizzabile come la nostra potrebbe essere applicata ad altre categorie di rischio, se i dati a disposizione dell’azienda – interni o provenienti da info provider – lo consentissero; rischi come avere in Albo fornitori situati tutti nella stessa area geografica, fornitori che non sono compliant rispetto alle indicazioni ESG, o ancora fornitori che non risultano – a un’analisi accurata – solidi finanziariamente.

Il vantaggio di una soluzione come questa per le Funzioni Acquisti, come sempre accade con l’applicazione dell’AI, è certamente un risparmio di tempo e un livello di automazione che non sono replicabili con i soli sforzi del personale aziendale.

 

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Maggio 23, 2022

Rischio e resilienza: un binomio da gestire

Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie Risk Management Supply Chain Finance

Il rischio e la resilienza

Le aziende sono ben consapevoli della necessità di essere preparate di fronte a situazioni impreviste, cioè di avere un’organizzazione resiliente in grado di affrontarle cogliendo opportunità anche dagli aspetti negativi e di uscirne positivamente grazie alla capacità di gestire il cambiamento. Un efficace contributo alla resilienza, in grado di ridurre il numero delle situazioni impreviste, può venire dalla creazione di una mappa della vulnerabilità dell’azienda basata su uno scenario di rischio nel quale collocare gli eventi indesiderati che possono potenzialmente accadere:

  • da quelli che si manifestano con frequenza a quelli che hanno una scarsa probabilità di accadimento
  • da quelli che possono avere un impatto severo a quelli con impatto tollerabile

Definire il quadro dei fattori di rischio connessi agli eventi indesiderati e progettarne adeguate misure di prevenzione o di mitigazione, permette di riconoscere più tempestivamente e con maggiore completezza i momenti di difficoltà, resistere meglio agli impatti negativi e reagire più rapidamente con azioni innovative.

 

Il Procurement nella Supply chain

La gestione della supply chain aziendale è un tassello di questo scenario e l’acquisto di beni e servizi che contribuiscono alla creazione della catena del valore ne è una importante componente.

Molte aziende, nel contesto della globalizzazione dei mercati, hanno adottato business model che, pur finalizzati alla ricerca di benefici, contengono dei driver di rischio di fornitura, ovvero fattori di inasprimento che possono aumentare la probabilità di accadimento di un evento di rischio così come la severità del suo impatto sulle prestazioni aziendali:

  • esternalizzazione, che produce un allungamento delle catene di fornitura, permette di perseguire vantaggi competitivi ed efficienze operazionali, ma comporta un maggiore livello di esposizione a rischi legati ai fornitori
  • delocalizzazione di siti produttivi, che tende ad aumentare la distanza fisica e culturale tra clienti e fornitori e impone una costante attenzione sui “sistema paese” dei siti e sui sistemi di trasporto
  • globalizzazione delle catene di fornitura, che favorisce la ricerca di fornitori competitivi e innovativi, ma richiede un difficile consolidamento del quadro conoscitivo societario e ambientale
  • razionalizzazione della base di fornitura, che privilegia l’efficienza di una base più snella alla maggiore robustezza al rischio di una base più ampia e diversificata

Fornitura interrotta, qualità degradata, costi lievitati, vincoli giuridici imprevisti, problemi di reputazione ereditati dal fornitore sono fattori che mettono a rischio l’intera supply chain e la business continuity aziendale.

 

Il rischio di fornitura 

La visibilità sulla rete di fornitura permette di individuare le fonti di rischio e prendere decisioni finalizzate a limitarne l’impatto mettendo in campo le giuste misure basate su strategie di mitigazione quali:

  • elusione: da applicare con azioni drastiche ai rischi considerati inaccettabili
  • controllo: con il rigoroso monitoraggio di processi, fornitori e risorse al fine di ridurre le incertezze
  • cooperazione: basata sulla presenza di accordi tra organizzazioni della stessa catena di fornitura, al fine di migliorare la visibilità e la trasparenza
  • flessibilità: orientata ad aumentare la capacità delle organizzazioni di rispondere prontamente all’accadimento degli eventi di rischio

L’analisi degli eventi negativi, classificati secondo la natura del problema, per esempio “mancata consegna” piuttosto che “degrado della qualità”, e le cause scatenanti, per esempio “materie prime” piuttosto che “scorte di sicurezza”, permette una mappatura dei fattori di rischio più rilevanti, che causano incertezza sul regolare svolgimento delle attività, influenzando i flussi attesi di informazioni, materiali e prodotti.

Il controllo del rischio relativo ai beni oggetto di acquisto richiede il monitoraggio di indicatori, quali per esempio:

  • l’andamento dei prezzi per evitare o ridurre il rischio di costi imprevisti da assorbire
  • i parametri del “sistema paese” dell’area geografica di provenienza (instabilità, decisioni politiche che impongono regole che ostacolano il rispetto delle condizioni contrattuali pattuite)
  • vincoli di sostenibilità, certificazione, brevetto, design personalizzato

Il controllo del rischio legato ai fornitori si può esercitare tramite il processo di accreditamento nell’albo fornitori e il sistematico monitoraggio delle prestazioni e dei comportamenti, grazie anche a strumenti efficaci come le piattaforme digitali di procurement. La classificazione in fornitori critici, strategici e ordinari può indirizzare la costruzione di adeguati profili di rischio contestualizzati al proprio ambiente e al livello di rilevanza e di criticità per il business dell’azienda.

Il rischio reputazionale, potenzialmente capace di arrecare rilevanti danni all’azienda, può essere in parte ereditabile dalla filiera di fornitura e impone quindi un’attenta valutazione di fornitori diretti e subfornitori attraverso indicatori quali:

  • impegno sulle obbligazioni assunte
  • rispetto dei codici etici
  • conformità alle norme della sicurezza e della sostenibilità
  • adeguata governance d’impresa
  • adeguata trasparenza
  • composizione societaria

La sostenibilità finanziaria, da sempre all’attenzione delle aziende, può disporre di un ampio spettro di indicatori di rischio messi a disposizione anche da information provider specializzati, tenendo anche conto delle normative della nuova riforma della crisi di impresa. Infine, il rischio operativo può essere rilevato con il controllo delle prestazioni del fornitore attraverso indicatori come:

  • qualità
  • puntualità
  • flessibilità
  • reattività
  • rispetto delle clausole contrattuali e dei requisiti di fornitura
  • innovazione

Un’insufficiente valutazione di tutti i rischi potrebbe addirittura vanificare i benefici prodotti da una collaborazione virtuosa tra azienda e fornitore basata su condivisione di strategie, obiettivi e processi di ottimizzazione della supply chain.

La mappatura dei fattori di rischio ha un duplice obiettivo: definire delle priorità, classificandoli in base alla loro criticità nel contesto specifico d’impresa sia in termini di probabilità di accadimento che di impatto atteso sulle prestazioni aziendali; stilare un piano di azione suggerendo diverse strategie di mitigazione. Si arriva quindi alla definizione di una mappa di vulnerabilità che rappresenta l’esposizione dell’azienda al rischio di fornitura.

 

La resilienza della Supply chain

L’interrelazione tra resilienza nella supply chain e gestione dei rischi presenti nel ciclo di acquisto trova riscontro nel peso dell’impatto del rischio legato a disponibilità, qualità e prezzi dei beni e all’affidabilità dei fornitori su processi di produzione, controllo dei costi, valore creato, business continuity, come è emerso dall’emergenza Covd-19.  Questo riscontro dovrebbe rappresentare un fattore di accelerazione del processo di investimento per l’adozione di un adeguato sistema di gestione del rischio di fornitura, auspicato dai responsabili degli uffici acquisti, in grado di aiutare le imprese a superare con meno fatica anche eventi imprevedibili e traumatici.

Nel caso della pandemia di COVID-19, uno studio di Deloitte ha evidenziato che le imprese che avevano sviluppato un sistema di gestione del rischio nella catena di fornitura e avevano stilato un piano di continuità operativa per garantire una risposta efficace al verificarsi di uno o più eventi di rischio, si sono dimostrate le più preparate a gestire le conseguenze della pandemia. Queste imprese, avendo creato una catena di fornitura geograficamente diversificata, sono riuscite a ridurre i rischi di fornitura relativi a specifici paesi o regioni impattate maggiormente dal virus. L’analisi della rete di fornitura ha permesso loro di individuare le fonti di rischio e prendere misure di mitigazione riducendo ad esempio la dipendenza da fornitori specifici oppure munendosi di scorte di emergenza.

È possibile pensare a tecniche di intelligenza artificiale per l’analisi predittiva dei rischi connessi ai diversi soggetti coinvolti nelle procedure di procurement. Ad esempio:

  • la stima probabilistica del rischio di ritardo nelle consegne, e quindi del rischio di degrado dei flussi di produzione nella supply chain
  • la prevenzione di eventi dannosi le cui caratteristiche possono essere individuate con anticipo come nel caso del fallimento
  • l’allocazione ottimale degli ordini basata sullo studio del fabbisogno interno e delle disponibilità di mercato in modo da definire la corretta distribuzione delle quantità per i beni da acquistare e individuare i fornitori più adatti da impegnare.

Molte delle numerose proposte organizzative per costruire una supply chain resiliente si basano su un adattamento ai differenti contesti aziendali. Tra queste si segnala appunto la creazione di una mappatura dei rischi di fornitura con le misure di contrasto da adottare; l’incremento della flessibilità organizzativa per attivare risposte immediate; la rinuncia temporanea alla metodologia lean per acquisire flessibilità e aumentare la ridondanza delle scorte. Le due strategie lean e agile, basate su principi comuni quali miglioramento continuo e collegamento tra strategia e obiettivi, appaiono complementari: la gestione snella sembra più adeguata per operazioni prevalentemente di routine e ripetibili, mentre l’agile può trovare applicazione a progetti o situazioni di emergenza. Un sapiente uso combinato può migliorare significativamente la qualità dell’operatività e della resilienza.

Nel contesto del tema della business continuity aziendale i responsabili degli uffici acquisti stanno adottando nuovi modelli.  L’approccio alla gestione del rischio diventa più sistematico e “data driven”, grazie alla crescente disponibilità di dati messi a disposizione dalle piattaforme digitali di procurement e supply chain e da information provider e all’ingresso di nuove tecnologie quali l’intelligenza artificiale capace di operare su grandi quantità di dati e di produrre analisi descrittive, diagnostiche e predittive.

 

Articolo pubblicato su Approvvigionare febbraio 2021

Maggio 9, 2022

Rischio di fornitura: come gestirlo?

Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie Risk Management Scouting fornitori Supply Chain Finance

La gestione del rischio di fornitura o VRM (Vendor Risk Management) può essere definita come il piano globale per l’individuazione e la prevenzione di un’interruzione di fornitura da parte dei fornitori di un’azienda. Le strategie da mettere in atto in tal senso sono diverse; una solida politica di gestione del rischio dei fornitori può includere, infatti, diversi aspetti, tra cui i seguenti:

  • L’osservazione costante delle prestazioni del fornitore per assicurarsi che i requisiti del contratto siano soddisfatti.
  • Condizioni per assicurarsi che i fornitori soddisfino le linee guida di conformità di supervisione per la vostra azienda
  • Strumenti per monitorare questa conformità

Le aziende e le imprese possono affrontare il rischio di fornitura coinvolgendo i fornitori in una buona relazione. Migliorare il rapporto con i propri fornitori è uno strumento validissimo per evitare di incorrere in alcune situazioni problematiche per l’azienda. È importante comprendere che il fornitore non è solo la fonte di fornitura di beni e servizi per far funzionare un business senza problemi, ma gioca anche un ruolo vitale nel fornire informazioni e consigli utili al management.

Le aziende, quindi, dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento della gestione del rischio di fornitura, non solo per evitare i danni conseguenti da una cattiva gestione del rapporto con i fornitori, ma anche per soddisfare le crescenti richieste dell’ambiente normativo.

 

La diversificazione d’impresa (o Inclusive Procurement) è il processo di differenziazione della catena di approvvigionamento, soprattutto grazie alla selezione di nuovi fornitori.
I motivi per cui vengono selezionati nuovi fornitori sono vari; perché possono svolgere un lavoro migliore rispetto ad altri, perché possono farlo in maniera più innovativa e perché, essendo talvolta più piccoli in dimensioni rispetto ad altri, riescono, magari, a offrire prezzi più competitivi.

Una attenta selezione e prequalifica dei fornitori è un fattore chiave nel controllo del rischio di fornitura. Un’analisi del rating dei fornitori, infatti, è essenziale prima di finalizzare il contratto con essi.
Attraverso queste valutazioni è possibile stabilire una fascia rischio per ciascun fornitore: rischio alto, moderato e basso, e di conseguenza monitorarlo in relazione alla sua fascia di rischio

Il monitoraggio delle prestazioni dei fornitori su base regolare permette alle aziende di essere consapevoli della capacità del fornitore di rispettare gli obblighi promessi.
La piattaforma Niuma consente ai team di Acquisti di costruire un’analisi approfondita delle performance dei fornitori e permette di ottenere una maggiore visibilità sui relativi rischi di fornitura.