La mappa del rischio aziendale come guida del business

Maggio 2, 2022

La mappa del rischio aziendale come guida del business

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La mappa del rischio aziendale è il primo strumento di Risk Management per un business, fondamentale per analizzare i fattori di rischio e attuare, di conseguenza, delle misure di prevenzione e mitigazione. Questa mappa è progettata per evidenziare i problemi operativi o finanziari dell’organizzazione, monitorare e seguire i processi chiave che possono essere a rischio, così come le esposizioni o le minacce per sviluppare strategie al fine di mitigare tali rischi.

Una mappa del rischio aziendale è un profilo che ha lo scopo di identificare e quantificare la probabilità di eventi e misurare l’impatto o il danno associato al verificarsi dell’evento. Per sviluppare una mappa del rischio aziendale si analizzano le informazioni che identificano e descrivono l’impatto e la probabilità di ciascun rischio, così come il suo verificarsi per valutare le misure di mitigazione. Questo strumento, che può essere rappresentato con grafici o dati, si basa su diversi tipi di informazioni come i rischi interni – relativi, ad esempio, alle strutture dell’azienda e alla loro relativa manutenzione – ed esterni, come il contesto del settore in cui opera l’azienda o le forniture.

Abbiamo raccolto i cinque passi da effettuare quando si progetta la propria mappa del rischio.

 

  1. Nominare un comitato di rischio

La progettazione di una mappa del rischio fornisce informazioni complete e discriminate per comprendere meglio le minacce dell’azienda, così come i suoi processi e progetti. Questo aiuta a pianificare strategie per prevenire e mitigare impatti e danni. Identificare i possibili eventi che possono colpire l’organizzazione è un impegno dell’upper management, quindi, ci deve essere un comitato che si impegni a costruire la mappa.

  1. Definire il rischio

Per raccogliere informazioni con precisione, i membri del comitato devono definire il rischio e condurre un’analisi quantitativa e qualitativa per unificare i criteri. Per esempio, un rischio si presenta quando le forniture di un determinato prodotto sono legate a un solo fornitore o a più fornitori situati tutti nella stessa zona; se si interrompessero le forniture dall’unico supplier o succedesse qualcosa nella zona territoriale in cui si trovano tutti i fornitori il danno ricadrebbe anche sull’azienda cliente.

  1. Identificare i rischi

Ogni area dell’azienda deve analizzare i processi e le procedure per identificare i possibili rischi inerenti alle loro attività quotidiane, quelli che ostacolano o impediscono lo sviluppo delle loro strategie per raggiungere i loro obiettivi. Una volta identificati, devono essere inventariati e ognuno di essi deve essere descritto per conoscerne le possibili conseguenze. Questo promuove il lavoro di squadra in tutta l’organizzazione e aumenta il livello di responsabilità e collaborazione, così come la consapevolezza dello stesso.

  1. Valutare i rischi

Un’azienda deve classificare ogni rischio in base alle informazioni ottenute nella fase di identificazione e descrizione per poterli valutare e stabilire il livello di rischio e le azioni da intraprendere. Per fare ciò, si deve analizzare il grado di probabilità di accadimento e l’impatto di ogni rischio (alto, medio, basso) per mezzo di indicatori.

Si dovrebbe anche definire se il rischio è sistemico o meno. Con sistemico si intende il rischio che il settore a cui l’azienda appartiene subisca una crisi, mentre non sistemico è il rischio di una crisi dell’azienda non dovuta al settore in cui opera. Tutti i rischi devono essere considerati per avere un piano.

  1. Matrice di priorità

Dopo aver stilato la mappa del rischio aziendale, è necessario sviluppare una matrice di priorità per stabilire cosa richiede un’attenzione immediata. Si deve quindi decidere quali strategie di contrasto si devono attuare per ognuna delle minacce: eliminare un rischio inaccettabile; accettare un rischio per il quale le azioni di mitigazione risulterebbero più costose degli effetti generati dal verificarsi del rischio; ridurre il rischio, per esempio, modificando le decisioni aziendali che impattano sulla probabilità di accadimento; trasferire il rischio con il passaggio delle responsabilità relative a un evento di rischio a soggetti terzi, come ad esempio un assicuratore.

Uno strumento fondamentale sia per reperire i dati su cui effettuare la mappatura del rischio sia, poi, per monitorare il buon funzionamento di tutti i processi di approvvigionamento è una piattaforma di eProcurement. Nel prossimo articolo parleremo, nel dettaglio del rischio di fornitura e di come gestirlo.