Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Novembre 9, 2022

Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

Procurement 24 ORE offre anche un servizio di consulenza per le singole categorie di spesa aziendali. Un network di Category Specialist che lavorano al fianco degli Uffici Acquisti per supportarli nella valutazione della spesa, individuare margini di miglioramento nella gestione degli acquisti e trasformare i costi in ricavi.

Scopri di più su come reinventare il tuo modo di acquistare su procurement24ore.it

 

6 vantaggi che l’eProcurement porta al tuo business

Settembre 5, 2022

6 vantaggi che l’eProcurement porta al tuo business

eProcurement Gestione degli Acquisti Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

Procurement 24 ORE offre anche un servizio di consulenza per le singole categorie di spesa aziendali. Un network di Category Specialist che lavorano al fianco degli Uffici Acquisti per supportarli nella valutazione della spesa, individuare margini di miglioramento nella gestione degli acquisti e trasformare i costi in ricavi.

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Intelligenza Artificiale: facciamo il punto

Agosto 24, 2022

Intelligenza Artificiale: facciamo il punto

Artificial Intelligence Nuove Tecnologie

Quando parliamo di Intelligenza Artificiale ci riferiamo a un insieme di sistemi tecnologici in grado di elaborare grandi quantità di dati e di simulare alcune funzionalità cognitive dell’uomo. Le applicazioni di questa tecnologia sono numerose, per questa ragione anche il Procurement può giovarne all’interno dei suoi processi. Nella fattispecie, il Machine Learning e la Robotic Process Automation sono i sottoinsiemi maggiormente sfruttati nelle tecnologie per il procurement. Ne abbiamo parlato in questi articoli:

  1. Intelligenza Artificiale: supportare o sostituire il lavoro umano?

La preoccupazione più diffusa, quando si parla di tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, è quella che le macchine possano sostituire il lavoro umano. Siamo certi che non sia così perché, come per tutte le tecnologie e le automazioni, anche l’AI non è altro che un supporto al lavoro umano.

  1. Il progetto EPICS | Nuove tecnologie a supporto degli Acquisti

Il progetto EPICS (EProcurement Innovation for Challenging Scenarios) è il contesto entro il quale abbiamo studiato e progettato nuove soluzioni per lo Smart Procurement, alcune delle quali sono basate proprio sull’Intelligenza Artificiale.

  1. La Spend Analysis digitale per governare gli acquisti aziendali

Un primo esempio di applicazione dell’AI è alla base dei processi di Spend Analysis. Del resto, se è vero che i dati sono un tesoro inestimabile per tutti i processi di analisi, l’Intelligenza Artificiale è una delle tecnologie migliori per governarli: la velocità di aggregazione dei dati, infatti, è uno dei principali vantaggi che strumenti così potenti portano ai processi di business.

  1. Riconoscimento documentale automatizzato: l’AI supporta gli Acquisti

Infine, un’altra applicazione di AI nel Procurement è stata sperimentata con la nostra soluzione di riconoscimento documentale automatizzato. La validazione dei documenti dei fornitori è un’attività estremamente ripetitiva per chi si occupa di acquisti; essendo i Buyer impegnati nelle loro attività ordinarie, l’utilizzo di automatismi tecnologici nella fase di validazione documentale è un vantaggio decisivo per i Buyer e per l’azienda stessa.

 

Risk Management: facciamo il punto

Agosto 2, 2022

Risk Management: facciamo il punto

Risk Management

Quello del Risk Management è uno dei temi più urgenti per le aziende di tutti i settori produttivi. A partire dal 2020, con la diffusione della pandemia da Covid-19, e a seguire con tutte le altre contingenze negative che si sono susseguite, dalla crisi delle materie prime alla guerra contro l’Ucraina, i rischi per le aziende si sono moltiplicati e non sempre i business si sono trovati – e si trovano – preparati ad affrontarli.

Anche Niuma ha voluto approfondire alcuni temi relativi alla gestione del rischio negli ultimi mesi. Ripercorriamo insieme i contenuti più salienti:

  1. La mappa del rischio aziendale come guida del business

Partiamo con il primo strumento di Risk Management: la mappa del rischio aziendale. In questo articolo abbiamo analizzato che tipo di strumento sia, per cosa sia progettato e abbiamo poi raccolto i cinque passi da effettuare nella progettazione della propria mappa del rischio.

  1. I rischi legati al Procurement nel 2022

Come abbiamo già detto in apertura, il 2020 e il 2021 hanno portato enormi sconvolgimenti travolgendo inevitabilmente anche gli approvvigionamenti. In questo articolo, dunque, abbiamo parlato di Risk Management, approfondendo i rischi più urgenti nel 2022 per le organizzazioni.

  1. Rischio di fornitura: come gestirlo?

Per chi lavora nel procurement il Risk Management è, prima di tutto, gestione del rischio di fornitura. Le aziende che lavorano con fornitori terzi, quindi, dovrebbero concentrarsi sulle strategie per la gestione del rischio di fornitura; con un’attenzione particolare al rapporto coi fornitori e alla compliance ESG e normativa.

  1. Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Per chiudere questo focus sul Risk Management, non potevamo non citare la nostra soluzione per gestire il rischio di fornitura. Una soluzione che raccoglie i 3 step fondamentali del Risk Management: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio; una soluzione sperimentata al fianco di GEFRAN, nostra storica partner.

4 modi per ottimizzare la Supply Chain

Luglio 11, 2022

4 modi per ottimizzare la Supply Chain

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Nuove Tecnologie Supply Chain Finance

Ottimizzare la Supply Chain di un’azienda è, oggi più che mai, vitale. La definizione di supply chain è quella di una rete di organizzazioni coinvolte, attraverso collegamenti a monte e a valle, nei diversi processi e attività che producono valore in forma di servizi e prodotti nelle mani del consumatore finale.

La supply chain della vostra azienda è come il suo sistema circolatorio: l’azienda non può funzionare correttamente se non riceve i rifornimenti necessari nei vari punti della sua attività. Ad esempio, se gestite una flotta di veicoli per le consegne, non riuscirete a fare affari senza il carburante sufficiente per far funzionare i veicoli.

Per questo motivo, ottimizzare la supply chain è di grande importanza per ogni organizzazione. Ecco 4 punti per rendere fattibile questo efficientamento.

 

  1. Interazione dei livelli della catena

I vostri supplier hanno, a loro volta, dei supplier che riforniscono loro e, alla fine, tutte le catene si riconducono alle materie prime; ma ottimizzare la supply chain va a vantaggio di tutti gli anelli della catena.

La comunicazione costante tra ogni parte della catena migliora l’efficienza dell’intero processo. Consideriamo un’azienda con una flotta di camion per le consegne. I camion devono essere riforniti di carburante, sottoposti a manutenzione e riparati, quando necessario. Per queste tre esigenze, avrete tre catene di approvvigionamento: carburante, pezzi di ricambio e attrezzi.

Per ottimizzare la supply chain, dovete essere in contatto con tutti gli aspetti di ciascuna catena di approvvigionamento. Questo include i trasportatori di carburante, i metallurgisti, i macchinisti, i trasportatori e i rivenditori di pezzi di ricambio e utensili. La gestione delle relazioni con i fornitori (SRM) è un’iniziativa importante per migliorare le prestazioni della catena di fornitura.

Le organizzazioni devono lavorare a stretto contatto con i fornitori per garantire le consegne o cercare altre fonti di approvvigionamento quando le materie prime critiche sono a rischio. Il supporto dei dirigenti e una tecnologia adeguata sono componenti chiave per aumentare l’attrattiva dell’organizzazione nei confronti dei fornitori critici per l’azienda.

Gli strumenti di ottimizzazione della supply chain consentono un’interazione più agevole con i fornitori, una gestione più semplice degli obblighi reciproci e l’accesso a dati precisi sulle transazioni e sui risultati aziendali.

  1. Gestione dell’inventario

Per ottimizzare la supply chain è necessario che le aziende mantengano scorte adeguate, conoscano lo stato degli articoli acquistati e ricevano aggiornamenti tempestivi sulle consegne. Durante la pandemia, un numero maggiore di aziende si è occupato dell’offerta piuttosto che della domanda, evidenziando quanto le aziende non siano attrezzate per mantenere adeguati livelli di scorte in tempi di interruzione. Una corretta gestione delle scorte garantisce che i prodotti vengano utilizzati nel modo giusto.

Supponiamo che un’azienda alimentare con una flotta di camion per le consegne consegni prodotti biologici sia ai negozi che ai singoli clienti. Uno dei maggiori vantaggi di una gestione efficace dell’inventario è quello di evitare il deterioramento dei prodotti. Nessuno vuole ordinare frutta e verdura e vedersele consegnate in uno stato deteriorato.

Bisogna anche sapere di quante scorte si ha bisogno. Se potete vendere solo 500 casse di pomodori biologici, non volete pagare per 600 casse, perché 100 casse diventerebbero immediatamente scorte morte. Inoltre, si rovineranno rapidamente, con conseguente perdita di tempo e denaro investito.

  1. Logistica

La logistica è fondamentalmente nel trasporto delle merci da un luogo all’altro. Le merci devono arrivare rapidamente per soddisfare la domanda dei clienti. Il trasporto di articoli deperibili, come i prodotti biologici, richiede una cura supplementare per evitare il deterioramento.

Per capire quanto la logistica sia essenziale, vediamo come interagiscono le varie catene. Avete un ordine di 50 tonnellate di uva da consegnare al magazzino di un noto supermercato. Uno dei vostri veicoli per le consegne si rompe durante il tragitto verso il magazzino e si verifica un ritardo di tre ore. Inutile dire che il supermercato non è contento di voi. Non si è rovinato nulla, ma il supermercato non ha rispettato la scadenza per i saldi del fine settimana che prevedevano prodotti biologici.

  1. Tecnologia

Il nodo della tecnologia nell’ottimizzare la supply chain, è centrale. Forbes lo identifica in uno dei 4 trend che danno forma alla Supply Chain di oggi. Le telefonate sono sempre state utili, ma in un ambito commerciale è necessario comunicare più rapidamente. A seconda delle dimensioni della vostra azienda, potreste aver bisogno di una soluzione basata sulla tecnologia dell’intelligenza artificiale (AI) per automatizzare gli ordini. Se l’ipotetica azienda di prodotti biologici ha 50 camion e alcuni magazzini e centri di distribuzione, potrebbe essere in grado di ottimizzare la supply chain con pochi PC.

Aziende di grandi dimensioni, invece, hanno bisogno di intere divisioni supportate dalla tecnologia più potente e da protocolli e software di gestione sicuri e basati sul cloud, insieme a migliaia di persone che mantengano un controllo su quell’impresa colossale che è la loro supply chain.

 

Le catene di approvvigionamento possono essere a volte estremamente complesse e difficili da gestire, soprattutto per le organizzazioni che si affidano a un gran numero di fornitori per la produzione di diversi prodotti e servizi. Data l’ulteriore incertezza e il rischio di interruzioni degli approvvigionamenti, investire in strumenti tecnologici atti a ottimizzare la supply chain migliora anche l’aspetto di gestione dei rischi.

Cos’è il Green Procurement e quali sono i suoi vantaggi

Giugno 27, 2022

Cos’è il Green Procurement e quali sono i suoi vantaggi

Gestione degli Acquisti

Il Green Procurement è definito come l’integrazione di considerazioni ambientali nelle politiche, nei programmi e nelle azioni di acquisto. Il green procurement, o acquisti verdi, sono il coinvolgimento della funzione acquisti in attività di gestione della catena di fornitura come l’analisi del ciclo di vita (LCA) e la progettazione ambientale che facilita il riciclo, il riutilizzo e la riduzione delle risorse. Una politica di acquisti verdi o Green Procurement serve a guidare le aziende, ma anche la Pubblica Amministrazione, nell’acquisizione di materiali, forniture e servizi e nella selezione di tali prodotti in base al loro impatto sull’ambiente e sulla salute umana. Le linee guida del green procurement possono essere applicate sia ai prodotti acquistati per il funzionamento interno dell’azienda (es. forniture e attrezzature per ufficio) sia per la produzione di beni e servizi dell’azienda stessa (es. materiali utilizzati nei prodotti aziendali).

Gli acquisti verdi sono quelli che hanno un basso impatto ambientale e sono più sostenibili in termini di materiali con cui sono realizzati e di pratiche di approvvigionamento e produzione. Il green procurement considera anche gli impatti immediati e futuri degli acquisti attraverso il loro consumo e l’eventuale fase di fine vita. Le politiche di green procurement incarnano la triple bottom line (TBL), un quadro di riferimento aziendale per migliorare le prestazioni in tutte e tre le aree: ambientale, sociale e finanziaria.

  1. Efficienza operativa e delle risorse

L’acquisto di prodotti sostenibili e di fornitori e venditori ecologici promuove l’efficienza delle risorse. Spesso le green procurement policies (GPP) indicano alle aziende di acquistare prodotti che consumano meno risorse, come lampadine a basso consumo o rubinetti a basso flusso. Inoltre, l’acquisto da un fornitore che offre prodotti con imballaggi ecologici o senza imballaggi riduce il flusso dei rifiuti. Questi miglioramenti in termini di efficienza si traducono in risparmi sui costi per l’azienda e nella conservazione delle risorse in generale, il che è un vantaggio per tutti. Infine, la presenza di GPP migliora anche l’efficienza operativa, in quanto fornisce al vostro team una guida chiara su quali prodotti ecologici cercare in tutte le aree della vostra azienda.

  1. Miglioramento della salute e della sicurezza dei dipendenti

Gli acquisti verdi sono utili anche per la salute, la sicurezza e il benessere generale dei dipendenti. Ad esempio, gli alimenti forniti dal distributore automatico della sala pausa possono essere inclusi nel vostro green procurement. L’acquisto di alimenti di produzione locale, biologici e sostenibili è di solito più sano e può far sentire meglio i vostri dipendenti e renderli più produttivi.

  1. Coinvolgimento dei dipendenti

Una strategia di green procurement consente ai dipendenti di essere consapevoli sia dei prodotti e delle abitudini sostenibili che dovrebbero avere, sia della più ampia missione di sostenibilità dell’azienda. La sensibilizzazione e il coinvolgimento dei dipendenti negli acquisti verdi può contribuire a creare una cultura lavorativa ecologica e a ispirare i dipendenti ad adottare tali pratiche nella loro vita personale.

  1. L’innovazione

Acquistare in modo sostenibile significa valutare i prodotti da acquistare e le pratiche attuali di procurement in modo innovativo. A volte scegliere l’opzione ecologica per i prodotti e i fornitori può richiedere di ripensare e riprogettare il modo in cui si opera.

  1. Supporto del mercato green

Continuare ad acquistare prodotti veramente ecologici e sostenere altre aziende sostenibili aiuta a costruire il mercato green che sta prendendo piede nelle economie di tutto il mondo. Oggi ci sono più prodotti ecologici sul mercato che mai. Tuttavia, il green procurement può aiutare il vostro team di acquisti a scegliere solo i prodotti che soddisfano standard e certificazioni elevati, combattendo così il dilagante greenwashing che esiste oggi.

  1. Miglioramento dell’immagine pubblica

Rispettare una politica di acquisti verdi ha un impatto positivo sulla sfera pubblica, dove un numero sempre maggiore di clienti preferisce le aziende socialmente responsabili e i buoni amministratori dell’ambiente. Il green procurement vi permette di essere trasparenti con i vostri clienti, dipendenti e altri stakeholder sui prodotti che acquistate, sui fornitori che sostenete e sulle vostre abitudini di acquisto.

Una politica di green procurement è uno strumento potente per garantire che la vostra azienda prenda decisioni di acquisto che siano ecologiche e socialmente responsabili. Sebbene le politiche di approvvigionamento relative alla sostenibilità siano tradizionalmente riservate alle istituzioni pubbliche, il settore privato sta iniziando a implementare le green procurement policies e a rispondere alla crescente domanda di aziende più ecologiche.

Tra i vantaggi del green procurement: l’efficienza delle risorse e delle operazioni, il miglioramento della salute e della sicurezza dei dipendenti, la riduzione dei rischi, il miglioramento dell’immagine aziendale e l’aumento della redditività. Con l’impegno congiunto del settore pubblico e privato, gli acquisti verdi possono diventare una prassi normativa e sostenere la crescita dei mercati e delle economie verdi in tutto il mondo.

Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Giugno 20, 2022

Rischi di fornitura: dall’identificazione alla valutazione, la nuova soluzione di Niuma

Artificial Intelligence Nuove Tecnologie Risk Management

Il nostro CEO, Giovanni Baruffini, ha parlato alla redazione di The Procurement della nuova soluzione di Niuma per l’individuazione dei rischi di fornitura.

Nel corso dell’ultimo Meet Up, organizzato lo scorso 18 maggio, Niuma ha diffuso i risultati del progetto EPICS (EProcurement Innovation for Challenging Scenarios). Ha dato una panoramica sulle soluzioni realizzate grazie all’applicazione dell’AI e l’attenzione dei partecipanti all’evento si è concentrata, tra gli altri, sul tema della gestione dei rischi di fornitura.

Complice di questo interesse la presenza di Stefano Mazzola, CPO di GEFRAN SpA, al fianco della quale Niuma – sua partner da anni – ha potuto sperimentare parte della nuova soluzione di Risk Management. Per questo abbiamo deciso di farci raccontare da Giovanni Baruffini, CEO di Niuma, la soluzione da loro ideata per il Risk Management.

  • Dott. Baruffini, che tipo di soluzione avete realizzato per la gestione del rischio di fornitura?

Come sempre per i nostri progetti, siamo partiti dalle esigenze reali dei nostri clienti. Gestire i rischi nel procurement significa risolvere essenzialmente tre problemi:

  • identificare l’esposizione dei fornitori e dei materiali a una o più categorie di rischio
  • analizzare l’associazione tra i fornitori/materiali a rischio e gli eventi negativi eventualmente registrati durante l’esecuzione dei processi aziendali all’interno dell’organizzazione acquirente
  • valutare la probabilità e l’impatto degli elementi di rischio sull’intera azienda

Per questa ragione, quindi, abbiamo ideato una soluzione che supporti le aziende in queste tre fasi: Identificazione, Analisi e Valutazione del rischio. All’interno di questo quadro abbiamo pensato all’inserimento di automazioni e di algoritmi di Intelligenza Artificiale, laddove possibile, per rendere esponenzialmente più veloce il lavoro delle Funzioni Acquisti.

Per quanto riguarda l’Identificazione del rischio è stata fondamentale la collaborazione con GEFRAN. I dati relativi ai rischi sono spesso implicitamente contenuti nei dati che gli Uffici Acquisti posseggono e devono essere categorizzati e analizzati alla luce del tipo di conoscenza che se ne vuole estrarre. Con l’Ufficio che fa capo all’Ing. Mazzola, abbiamo raccolto e integrato i dati presenti nei database GEFRAN (informazioni su geolocalizzazione dei fornitori, sul numero di fornitori per un determinato componente, etc.) con informazioni derivanti da Info Provider (per esempio sull’obsolescenza dei materiali); abbiamo costruito un processo automatizzato di identificazione dei rischi relativi alle forniture; abbiamo infine consegnato un output che consiste in una dashboard interattiva che la Funzione Acquisti può consultare e interrogare per conoscere quali sono i materiali e le forniture interessati da eventuali rischi.

Proseguendo nel framework della soluzione, nella seconda fase, quella di Analisi del rischio, gli elementi di rischio precedentemente individuati vengono associati ad altri dati, relativi alla registrazione di alcuni eventi relativi alle funzioni aziendali (per esempio eventi di fornitura o di produzione). Da un lato, quindi, un elenco di probabili rischi, dall’altro le annotazioni di quanto accaduto (eventi positivi o negativi) ad esempio in fase di fornitura o di produzione.

È qui che entrano in gioco gli algoritmi di AI, per trovare correlazioni o schemi frequenti che denotano le cause principali degli eventi negativi, ma più di tutto per ottenere possibili previsioni di futuri eventi negativi.

Proviamo a fare un esempio, prendiamo il rischio di single source. Nell’elenco degli eventi negativi di fornitura potrebbero celarsi importanti correlazioni tra tali eventi e i single source, ovvero la presenza di un singolo fornitore in Albo per un determinato materiale; l’AI renderebbe visibili queste correlazioni, permettendo quindi di effettuare importanti valutazioni per mitigare e annullare un rischio di questo tipo.

L’ultima fase è poi quella di Risk Evaluation. La nostra soluzione va a valutare probabilità e impatto degli eventi negativi individuati precedentemente, restituendo degli alert sulla valutazione del rischio (ad esempio grave, e quindi da considerare con la massima priorità).

La sperimentazione fatta fianco a fianco con GEFRAN è la dimostrazione che una soluzione di Risk Management non può essere un prodotto a scaffale, ma deve nascere da un lavoro fatto di concerto insieme al cliente, che spesso conosce i rischi che la propria Supply Chain può subire, ma che soprattutto deve possedere una notevole quantità di dati da mettere a disposizione della sperimentazione con l’AI.

Noi abbiamo parlato, per esemplificare, solo di alcuni dei rischi in cui le Supply Chain possono incorrere; ma una soluzione flessibile e customizzabile come la nostra potrebbe essere applicata ad altre categorie di rischio, se i dati a disposizione dell’azienda – interni o provenienti da info provider – lo consentissero; rischi come avere in Albo fornitori situati tutti nella stessa area geografica, fornitori che non sono compliant rispetto alle indicazioni ESG, o ancora fornitori che non risultano – a un’analisi accurata – solidi finanziariamente.

Il vantaggio di una soluzione come questa per le Funzioni Acquisti, come sempre accade con l’applicazione dell’AI, è certamente un risparmio di tempo e un livello di automazione che non sono replicabili con i soli sforzi del personale aziendale.

 

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Cos’è il “Supplier Performance Management” e come funziona

Giugno 14, 2022

Cos’è il “Supplier Performance Management” e come funziona

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Risk Management

Il Supplier Performance Management, o gestione delle performance dei fornitori, svolge un ruolo cruciale in vari aspetti del procurement, come la gestione della catena di fornitura o la gestione complessiva dei rischi. Tuttavia, solo circa un quinto delle aziende ha un approccio “proattivo” all’analisi e al Supplier Performance Management. E anche se le interruzioni di fornitura possono causare significative perdite finanziarie, logistiche e di reputazione, il 30% delle aziende non si preoccupa nemmeno di indagare su queste interruzioni.

 

Il Supplier Performance Management (SPM) è il processo di monitoraggio e analisi delle prestazioni dei fornitori con cui un’azienda lavora. La gestione delle loro prestazioni può aiutare a controllare i costi, a supportare la conformità e a sostenere relazioni durature.

Vediamo una panoramica di base su cosa comporta un efficace Supplier Performance Management. L’SPM comprende tutti gli strumenti e le pratiche che un’azienda utilizza per valutare le prestazioni dei fornitori. L’obiettivo è quello di comprendere le relazioni con i fornitori in modo che l’azienda possa:

  • Gestire il rischio legato ai fornitori
  • Ridurre i costi di approvvigionamento
  • Incoraggiare partnership positive
  • Cercare opportunità di miglioramento

Le aziende non operano mai da sole: acquistano regolarmente materie prime, beni e servizi professionali da fornitori terzi. Il Supplier Performance Management, applicato sul campo, è molto più complicato di quanto questa definizione possa far pensare. Anche se un fornitore può spedire gli ordini con tempestività e fatturare ogni volta gli importi corretti, come potete essere sicuri che state ottenendo la migliore offerta disponibile? È possibile ottenere prodotti di qualità migliore con una transazione più efficiente in termini di prezzo?

 

Il Supplier Performance Management e il Supplier Relationship Management sono concetti distinti, anche se vicini, ed è importante conoscere la sottile differenza tra i due termini.

Il primo può avvenire sia internamente che esternamente e, come detto, si concentra principalmente sulla riduzione del rischio e sulla gestione dei costi. Il secondo, invece, è principalmente una modalità di approccio in cui l’azienda esamina, valuta e monitora il suo parco fornitori e decide in che modo gestire le proprie partnership.

Confondere SPM e SRM è comprensibile, dal momento che le prestazioni dei fornitori influiscono direttamente sulle loro relazioni e viceversa. C’è una certa sovrapposizione tra i due, ed entrambi condividono obiettivi simili.

 

I fornitori sono la linfa vitale della maggior parte delle aziende. Gli impianti di produzione hanno bisogno di un flusso costante di materie prime di qualità per produrre i loro prodotti, e quasi tutte le aziende si affidano a servizi professionali di terzi come consulenti, logistica, contabilità, project management, content marketing etc.

Non avere il controllo delle prestazioni dei fornitori, rischia di danneggiare l’intera catena di fornitura e di ridurre potenzialmente i profitti. Non importa se siete un procurement Manager, un contabile o un membro del team di vendita: la forza delle prestazioni dei vostri fornitori ha un impatto sull’intero business.

Oltre ai già citati miglioramenti nella gestione del rischio e ai vantaggi monetari, il Supplier Performance Management rafforza l’integrità della catena di fornitura. I team di procurement possono operare con la certezza che i contratti con i fornitori siano rispettati e che i fornitori che non soddisfano le aspettative siano rivalutati prima che causino problemi.

L’SPM è una forma di gestione del rischio, quindi perseguire le sue pratiche significa essere in grado di individuare precocemente i problemi legati ai fornitori e implementare azioni correttive prima che diventino problemi seri.

L’attenzione al SPM offre anche una serie di altri vantaggi tangibili:

1. Evitare le interruzioni della catena di fornitura: il rischio principale legato ai fornitori è l’interruzione della fornitura dei beni e dei servizi. Senza le materie prime e le risorse di cui la vostra azienda ha bisogno, potete aspettarvi che le operazioni quotidiane si fermino. L’SPM mira a identificare il rischio di interruzioni e ad affrontarlo prima che abbia un impatto sull’azienda.

2. Ridurre i costi inutili: l’SPM richiede naturalmente di tenere traccia degli indicatori di prestazione chiave dei fornitori. Queste informazioni possono aiutarvi a trovare nuove opportunità di risparmio che non avreste notato prima.

3. Segmentare i fornitori: raccogliendo dati sul grado di conformità di ciascun fornitore ai requisiti e alle aspettative, i team di procurement possono prendere decisioni aziendali più informate su dove spendere il budget.

4. Protezione della reputazione del marchio: un errore commesso dai fornitori può tradursi in problemi nei prodotti e nei servizi che vendete ai vostri clienti. In tal caso i clienti faranno capo a voi per i problemi riscontrati e questo potrebbe tradursi in un danno alla reputazione del vostro brand; l’analisi delle prestazioni dei fornitori migliora direttamente le vostre prestazioni.

5. Migliorare le relazioni commerciali: L’SPM fornisce conoscenze che possono essere utilizzate per creare relazioni più produttive con i fornitori. Ad esempio, i nuovi contratti possono essere progettati tenendo conto delle prestazioni passate. Potete comunicare più efficacemente con i fornitori anche durante le trattative.

 

I passi che seguono vi aiuteranno a iniziare il processo di Supplier Performance Management. Includeremo alcune metriche di base e indicatori chiave di prestazione (KPI) da tenere sotto controllo per misurare le prestazioni dei fornitori.

Esistono, anzitutto, 3 macroaree da monitorare:

  • Prestazioni operative: si tratta di esaminare il modo in cui il fornitore contribuisce direttamente alle vostre operazioni interne. Le sue prestazioni passate sono in linea con le vostre aspettative? E le transazioni effettuate con il fornitore sono accettabili secondo i vostri standard?
  • Prestazioni relazionali: come suggerisce il nome, un framework relazionale è il modo di coltivare e sviluppare il rapporto tra acquirente e fornitore. A differenza delle prestazioni operative, quelle relazionali fanno sì che i team di entrambe le parti si accordino su obiettivi e traguardi comuni.
  • Prestazioni trasformazionali: come si prospetta il futuro della vostra partnership con questo fornitore? Questo indicatore richiede che lavoriate in modo coeso con i vostri fornitori per sviluppare soluzioni e politiche innovative per attuare cambiamenti di tipo trasformativo.

Ma quali sono le metriche e i KPI da monitorare?

Un’analisi delle prestazioni si basa ovviamente sull’analisi dei dati. La decisione su quali metriche concentrarsi dipende dagli obiettivi principali dell’iniziativa. Di seguito sono riportati alcuni esempi da cui iniziare.

  • Termini di pagamento e di contratto
  • Variazioni di prezzo
  • Qualità dei prodotti consegnati
  • Tempi di consegna
  • Salute finanziaria
  • Apertura alla comunicazione

Ci riferiamo alle metriche di performance come indicatori di performance chiave, in quanto questi dati sono destinati a essere monitorati nel tempo e analizzati insieme ai cambiamenti nelle politiche e alle azioni correttive.

 

Le scorecard dei fornitori, strumenti molto utilizzati nelle operazioni di Supplier Performance Management, tengono traccia di varie metriche delle prestazioni di ciascun fornitore:

  • Qualità dei prodotti consegnati
  • Consegna tempestiva
  • Prezzi
  • Reattività alle comunicazioni

Una rapida occhiata alla scorecard vi indicherà la stabilità finanziaria generale del fornitore, l’efficienza operativa, i prezzi passati e la conformità generale ai vostri requisiti di prestazione. Ad esempio, se un fornitore è noto per avere un servizio clienti scadente o per inviare spesso prodotti difettosi, questi dettagli saranno immediatamente visibili ai vostri team di approvvigionamento.

 

Comunicando regolarmente con i vostri fornitori in merito ai vostri piani e concordando un insieme comune di metriche e obiettivi, i vostri fornitori capiranno cosa volete e potranno modificare i loro obiettivi in base a ciò che vi aspettate da loro.

Ma non sono solo loro a dover mantenere degli standard di qualità…

Con tutte le considerazioni che dovete fare nel Supplier Performance Management, è abbastanza facile dimenticare che avete un vostro ruolo nel promuovere un approvvigionamento positivo. Gli accordi commerciali possono funzionare solo se entrambe le parti coinvolte sono disposte a lavorare insieme, quindi ricordate di:

  • Effettuare gli ordini con sufficiente anticipo in modo da riceverli quando ne avete bisogno.
  • Non concedere al fornitore troppo poco tempo per la consegna.
  • Non cambiare troppo spesso gli ordini dopo averli inoltrati.
  • Tenere traccia dei termini di pagamento e seguirli di conseguenza.
  • Garantire la conformità del contratto anche da parte vostra.

La responsabilità si estende a entrambe le parti quando si tratta di sviluppare relazioni positive tra fornitore e acquirente. In questo modo, si dà al fornitore la possibilità di ottenere buoni risultati.

 

Sourcing strategico o sourcing tattico?

Maggio 31, 2022

Sourcing strategico o sourcing tattico?

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Strategia di acquisto

Se chiedete a un gruppo di professionisti del procurement quale sia la differenza tra sourcing tattico e strategico, con tutta probabilità vi risponderanno: “Dipende”.

Prima di entrare nel merito delle differenze, esaminiamo brevemente entrambe le strategie di sourcing.

Se il sourcing propriamente detto non è altro che il processo di reperimento di beni, prodotti e materie prime, il sourcing strategico, invece, è un processo molto più collaborativo e orientato al futuro. Va oltre le mere interazioni transazionali e comprende aspetti come la creazione di relazioni con i fornitori, il miglioramento di processi, le strategie di riduzione dei costi e altre pianificazioni strategiche a lungo termine.

 

Il sourcing tattico, invece, è un’attività transazionale a breve termine, comunemente praticata nelle organizzazioni produttive di piccole e medie dimensioni (PMI).

Questo tipo di sourcing adotta un approccio di routine e talvolta reattivo all’acquisto di materiali e forniture. Utilizza processi di preventivazione e ordinazione per supportare le operazioni di produzione. Tuttavia, è gestito in modo proattivo all’interno dell’organizzazione degli acquisti per garantire che l’organizzazione abbia il materiale giusto al prezzo giusto e al momento giusto.

A differenza del sourcing strategico, nel sourcing tattico l’organizzazione degli acquisti non si concentra particolarmente sui requisiti dell’intera organizzazione fornitrice e non si sforza di studiare a fondo le capacità fondamentali dei fornitori.

 

Ecco alcuni punti chiave da ricordare sulle differenze tra sourcing tattico e sourcing strategico:

  1. Tempistiche

Il sourcing tattico è a breve termine e transazionale, mentre il sourcing strategico è una strategia olistica a lungo termine che contribuisce alle esigenze attuali e future dell’organizzazione.

  1. Esigenze e obiettivi aziendali

Il sourcing tattico è un metodo di acquisto di routine e spesso reattivo per rispondere alle esigenze aziendali immediate. Il procurement e il sourcing strategico sono spesso pianificati in anticipo e tengono conto di esigenze e obiettivi aziendali più ampi.

  1. Relazioni con i fornitori

Il sourcing tattico spesso non prende in considerazione le capacità complete dei fornitori, mentre con il sourcing strategico la costruzione di relazioni con i fornitori e la comprensione delle loro capacità sono fondamentali per ottenere un equilibrio tra TCO più basso e minor rischio per la catena di fornitura.

 

La scelta della strategia di sourcing dipende in larga misura dal tipo di ambiente in cui si opera, dalle dimensioni dell’azienda e dalle esigenze aziendali.

Le piccole imprese tendono a adottare un approccio più tattico al sourcing. Spesso acquistano ciò che serve, quando serve. Le decisioni di acquisto si basano solitamente sul prezzo e sulla disponibilità. Le imprese più grandi hanno spesso un approccio più strategico al sourcing. Quando prendono decisioni di acquisto, considerano le capacità dei fornitori e il valore della collaborazione con questi fornitori, il TCO, la disponibilità dei prodotti, il prezzo e altri fattori. La maggior parte delle organizzazioni ha bisogno di fare sourcing tattico a breve termine, ma è sempre una buona idea considerare le esigenze a lungo termine dell’azienda e pianificare il più possibile. Uno degli aspetti più importanti da considerare nel lungo periodo è il TCO, o costo totale di proprietà. Il TCO è il prezzo d’acquisto di un bene più il costo di gestione nel corso della sua vita. Il TCO tiene conto del prezzo, del trasporto, dello stoccaggio, della formazione e della manutenzione di questi beni. Il sourcing strategico può aiutarvi a ridurre il TCO, che ha un impatto significativo sui profitti.

Non c’è una risposta giusta, quindi, quando si tratta di scegliere tra sourcing tattico o strategico. Tutto dipende dalla vostra organizzazione e dai vostri obiettivi.

 

 

Rischio di fornitura: come gestirlo?

Maggio 9, 2022

Rischio di fornitura: come gestirlo?

Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie Risk Management Scouting fornitori Supply Chain Finance

La gestione del rischio di fornitura o VRM (Vendor Risk Management) può essere definita come il piano globale per l’individuazione e la prevenzione di un’interruzione di fornitura da parte dei fornitori di un’azienda. Le strategie da mettere in atto in tal senso sono diverse; una solida politica di gestione del rischio dei fornitori può includere, infatti, diversi aspetti, tra cui i seguenti:

  • L’osservazione costante delle prestazioni del fornitore per assicurarsi che i requisiti del contratto siano soddisfatti.
  • Condizioni per assicurarsi che i fornitori soddisfino le linee guida di conformità di supervisione per la vostra azienda
  • Strumenti per monitorare questa conformità

Le aziende e le imprese possono affrontare il rischio di fornitura coinvolgendo i fornitori in una buona relazione. Migliorare il rapporto con i propri fornitori è uno strumento validissimo per evitare di incorrere in alcune situazioni problematiche per l’azienda. È importante comprendere che il fornitore non è solo la fonte di fornitura di beni e servizi per far funzionare un business senza problemi, ma gioca anche un ruolo vitale nel fornire informazioni e consigli utili al management.

Le aziende, quindi, dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento della gestione del rischio di fornitura, non solo per evitare i danni conseguenti da una cattiva gestione del rapporto con i fornitori, ma anche per soddisfare le crescenti richieste dell’ambiente normativo.

 

La diversificazione d’impresa (o Inclusive Procurement) è il processo di differenziazione della catena di approvvigionamento, soprattutto grazie alla selezione di nuovi fornitori.
I motivi per cui vengono selezionati nuovi fornitori sono vari; perché possono svolgere un lavoro migliore rispetto ad altri, perché possono farlo in maniera più innovativa e perché, essendo talvolta più piccoli in dimensioni rispetto ad altri, riescono, magari, a offrire prezzi più competitivi.

Una attenta selezione e prequalifica dei fornitori è un fattore chiave nel controllo del rischio di fornitura. Un’analisi del rating dei fornitori, infatti, è essenziale prima di finalizzare il contratto con essi.
Attraverso queste valutazioni è possibile stabilire una fascia rischio per ciascun fornitore: rischio alto, moderato e basso, e di conseguenza monitorarlo in relazione alla sua fascia di rischio

Il monitoraggio delle prestazioni dei fornitori su base regolare permette alle aziende di essere consapevoli della capacità del fornitore di rispettare gli obblighi promessi.
La piattaforma Niuma consente ai team di Acquisti di costruire un’analisi approfondita delle performance dei fornitori e permette di ottenere una maggiore visibilità sui relativi rischi di fornitura.