Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Novembre 9, 2022

Il Sole 24 ORE, Niuma e T8P Consulting lanciano Procurement 24 ORE, la soluzione per le PMI che vogliono digitalizzare gli Acquisti.

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

Procurement 24 ORE offre anche un servizio di consulenza per le singole categorie di spesa aziendali. Un network di Category Specialist che lavorano al fianco degli Uffici Acquisti per supportarli nella valutazione della spesa, individuare margini di miglioramento nella gestione degli acquisti e trasformare i costi in ricavi.

Scopri di più su come reinventare il tuo modo di acquistare su procurement24ore.it

 

PMI e Procurement: la chiave è il Supplier Relationship Management

Ottobre 12, 2022

PMI e Procurement: la chiave è il Supplier Relationship Management

Artificial Intelligence Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori PMI Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

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Sostenibilità e Procurement: facciamo il punto

Settembre 19, 2022

Sostenibilità e Procurement: facciamo il punto

ESG Gestione degli Acquisti

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
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Supplier Relationship Management: 8 buone pratiche

Settembre 12, 2022

Supplier Relationship Management: 8 buone pratiche

Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

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6 vantaggi che l’eProcurement porta al tuo business

Settembre 5, 2022

6 vantaggi che l’eProcurement porta al tuo business

eProcurement Gestione degli Acquisti Strategia di acquisto

Se in Italia solo un’azienda su cinque possiede un software gestionale, nel mondo delle Piccole e Medie Imprese il dato si riduce drasticamente se ci si riferisce ai sistemi di Procurement, ovvero piattaforme digitali in grado di aiutare le organizzazioni ad automatizzare i processi di acquisto e la gestione dei fornitori

Con l’obiettivo di colmare tale divario, la partnership tra Niuma, Il Sole 24 ORE e T8P Consulting ha dato vita a Procurement 24 ORE, la suite progettata per il mondo delle PMI che unisce servizi di consulenza e strumenti tecnologici per innovare gli Acquisti aziendali.

Il progetto di Procurement 24 ORE nasce grazie a una ricerca condotta nel 2021 insieme al Politecnico di Milano che ha evidenziato come le Piccole e Medie Imprese siano consapevoli dell’importanza strategica del Procurement, ma non abbiano spesso gli strumenti adeguati a rendere veramente efficienti e strategici gli Acquisti. Soprattutto per quel che riguarda l’adozione della tecnologia, fattori come l’investimento in un applicativo di eProcurement, percepito come troppo costoso, e un tipo di onboarding complesso e poco integrabile con i sistemi presenti in azienda, hanno sempre costituito una barriera per le PMI.

Per queste ragioni Procurement 24 ORE racchiude le funzionalità più importanti per un Ufficio Acquisti dietro un’interfaccia semplice e intuitiva. Tra gli elementi distintivi della piattaforma:

  • Automazione e controllo dell’intero ciclo di acquisto, dalla richiesta interna all’emissione dell’ordine, per una maggiore tracciabilità delle interazioni con i fornitori
  • Semplicità d’uso grazie all’interfaccia chiara e immediata, per un’interazione facilitata sia per gli utenti interni che per i fornitori
  • Visibilità completa sugli acquisti grazie a dashboard analitiche e report personalizzati, per prendere decisioni operative e strategiche
  • Integrabilità con ERP e sistemi di produzione, per il trasferimento automatico delle informazioni e il conseguente risparmio di tempo

 

Procurement 24 ORE offre anche un servizio di consulenza per le singole categorie di spesa aziendali. Un network di Category Specialist che lavorano al fianco degli Uffici Acquisti per supportarli nella valutazione della spesa, individuare margini di miglioramento nella gestione degli acquisti e trasformare i costi in ricavi.

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Rischio di fornitura: come gestirlo?

Maggio 9, 2022

Rischio di fornitura: come gestirlo?

Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie Risk Management Scouting fornitori Supply Chain Finance

La gestione del rischio di fornitura o VRM (Vendor Risk Management) può essere definita come il piano globale per l’individuazione e la prevenzione di un’interruzione di fornitura da parte dei fornitori di un’azienda. Le strategie da mettere in atto in tal senso sono diverse; una solida politica di gestione del rischio dei fornitori può includere, infatti, diversi aspetti, tra cui i seguenti:

  • L’osservazione costante delle prestazioni del fornitore per assicurarsi che i requisiti del contratto siano soddisfatti.
  • Condizioni per assicurarsi che i fornitori soddisfino le linee guida di conformità di supervisione per la vostra azienda
  • Strumenti per monitorare questa conformità

Le aziende e le imprese possono affrontare il rischio di fornitura coinvolgendo i fornitori in una buona relazione. Migliorare il rapporto con i propri fornitori è uno strumento validissimo per evitare di incorrere in alcune situazioni problematiche per l’azienda. È importante comprendere che il fornitore non è solo la fonte di fornitura di beni e servizi per far funzionare un business senza problemi, ma gioca anche un ruolo vitale nel fornire informazioni e consigli utili al management.

Le aziende, quindi, dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento della gestione del rischio di fornitura, non solo per evitare i danni conseguenti da una cattiva gestione del rapporto con i fornitori, ma anche per soddisfare le crescenti richieste dell’ambiente normativo.

 

La diversificazione d’impresa (o Inclusive Procurement) è il processo di differenziazione della catena di approvvigionamento, soprattutto grazie alla selezione di nuovi fornitori.
I motivi per cui vengono selezionati nuovi fornitori sono vari; perché possono svolgere un lavoro migliore rispetto ad altri, perché possono farlo in maniera più innovativa e perché, essendo talvolta più piccoli in dimensioni rispetto ad altri, riescono, magari, a offrire prezzi più competitivi.

Una attenta selezione e prequalifica dei fornitori è un fattore chiave nel controllo del rischio di fornitura. Un’analisi del rating dei fornitori, infatti, è essenziale prima di finalizzare il contratto con essi.
Attraverso queste valutazioni è possibile stabilire una fascia rischio per ciascun fornitore: rischio alto, moderato e basso, e di conseguenza monitorarlo in relazione alla sua fascia di rischio

Il monitoraggio delle prestazioni dei fornitori su base regolare permette alle aziende di essere consapevoli della capacità del fornitore di rispettare gli obblighi promessi.
La piattaforma Niuma consente ai team di Acquisti di costruire un’analisi approfondita delle performance dei fornitori e permette di ottenere una maggiore visibilità sui relativi rischi di fornitura.

La mappa del rischio aziendale come guida del business

Maggio 2, 2022

La mappa del rischio aziendale come guida del business

Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie Risk Management Scouting fornitori Supply Chain Finance

La mappa del rischio aziendale è il primo strumento di Risk Management per un business, fondamentale per analizzare i fattori di rischio e attuare, di conseguenza, delle misure di prevenzione e mitigazione. Questa mappa è progettata per evidenziare i problemi operativi o finanziari dell’organizzazione, monitorare e seguire i processi chiave che possono essere a rischio, così come le esposizioni o le minacce per sviluppare strategie al fine di mitigare tali rischi.

Una mappa del rischio aziendale è un profilo che ha lo scopo di identificare e quantificare la probabilità di eventi e misurare l’impatto o il danno associato al verificarsi dell’evento. Per sviluppare una mappa del rischio aziendale si analizzano le informazioni che identificano e descrivono l’impatto e la probabilità di ciascun rischio, così come il suo verificarsi per valutare le misure di mitigazione. Questo strumento, che può essere rappresentato con grafici o dati, si basa su diversi tipi di informazioni come i rischi interni – relativi, ad esempio, alle strutture dell’azienda e alla loro relativa manutenzione – ed esterni, come il contesto del settore in cui opera l’azienda o le forniture.

Abbiamo raccolto i cinque passi da effettuare quando si progetta la propria mappa del rischio.

 

  1. Nominare un comitato di rischio

La progettazione di una mappa del rischio fornisce informazioni complete e discriminate per comprendere meglio le minacce dell’azienda, così come i suoi processi e progetti. Questo aiuta a pianificare strategie per prevenire e mitigare impatti e danni. Identificare i possibili eventi che possono colpire l’organizzazione è un impegno dell’upper management, quindi, ci deve essere un comitato che si impegni a costruire la mappa.

  1. Definire il rischio

Per raccogliere informazioni con precisione, i membri del comitato devono definire il rischio e condurre un’analisi quantitativa e qualitativa per unificare i criteri. Per esempio, un rischio si presenta quando le forniture di un determinato prodotto sono legate a un solo fornitore o a più fornitori situati tutti nella stessa zona; se si interrompessero le forniture dall’unico supplier o succedesse qualcosa nella zona territoriale in cui si trovano tutti i fornitori il danno ricadrebbe anche sull’azienda cliente.

  1. Identificare i rischi

Ogni area dell’azienda deve analizzare i processi e le procedure per identificare i possibili rischi inerenti alle loro attività quotidiane, quelli che ostacolano o impediscono lo sviluppo delle loro strategie per raggiungere i loro obiettivi. Una volta identificati, devono essere inventariati e ognuno di essi deve essere descritto per conoscerne le possibili conseguenze. Questo promuove il lavoro di squadra in tutta l’organizzazione e aumenta il livello di responsabilità e collaborazione, così come la consapevolezza dello stesso.

  1. Valutare i rischi

Un’azienda deve classificare ogni rischio in base alle informazioni ottenute nella fase di identificazione e descrizione per poterli valutare e stabilire il livello di rischio e le azioni da intraprendere. Per fare ciò, si deve analizzare il grado di probabilità di accadimento e l’impatto di ogni rischio (alto, medio, basso) per mezzo di indicatori.

Si dovrebbe anche definire se il rischio è sistemico o meno. Con sistemico si intende il rischio che il settore a cui l’azienda appartiene subisca una crisi, mentre non sistemico è il rischio di una crisi dell’azienda non dovuta al settore in cui opera. Tutti i rischi devono essere considerati per avere un piano.

  1. Matrice di priorità

Dopo aver stilato la mappa del rischio aziendale, è necessario sviluppare una matrice di priorità per stabilire cosa richiede un’attenzione immediata. Si deve quindi decidere quali strategie di contrasto si devono attuare per ognuna delle minacce: eliminare un rischio inaccettabile; accettare un rischio per il quale le azioni di mitigazione risulterebbero più costose degli effetti generati dal verificarsi del rischio; ridurre il rischio, per esempio, modificando le decisioni aziendali che impattano sulla probabilità di accadimento; trasferire il rischio con il passaggio delle responsabilità relative a un evento di rischio a soggetti terzi, come ad esempio un assicuratore.

Uno strumento fondamentale sia per reperire i dati su cui effettuare la mappatura del rischio sia, poi, per monitorare il buon funzionamento di tutti i processi di approvvigionamento è una piattaforma di eProcurement. Nel prossimo articolo parleremo, nel dettaglio del rischio di fornitura e di come gestirlo.

 

Il Procurement nel settore automotive: 4 tips

Marzo 28, 2022

Il Procurement nel settore automotive: 4 tips

Blockchain Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Risk Management

Questo decennio sta affrontando una delle trasformazioni più dirompenti che il settore automotive abbia visto in oltre un secolo, che si riflette di conseguenza anche sulla funzione del Procurement. Cosa rende questa trasformazione così dirompente? Tutti gli studi e le tendenze recenti puntano verso quattro fattori principali che stanno cambiando il nucleo dell’industria automotive: elettrificazione, veicoli autonomi, mobilità condivisa e connettività (Fonte: McKinsey, 2021).

Fino a oggi, la maggior parte delle attività di procurement nell’industria automobilistica ha avuto a che fare con l’assicurarsi i prezzi migliori, col firmare contratti vantaggiosi e con la gestione del capitale delle aziende. E mentre l’automazione trasforma rapidamente molti settori in tutto il mondo, le attività quotidiane degli Uffici Acquisti continuano a essere legate ad azioni altamente ripetitive. Di contro, se i CPO prendono delle iniziative troppo avventate, senza analizzare i possibili scenari del futuro, ciò può avere conseguenze disastrose sul business di oggi. Quindi, come possono garantire un posizionamento ottimale oggi, senza compromettere la competitività della propria azienda tra 10 anni? Questa domanda fa almeno un po’ di luce sul perché gran parte dei CPO del settore automotive può essere in difficoltà oggi.

Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti su come i team di procurement dell’industria automobilistica possono stare al passo con le tendenze del settore e le trasformazioni digitali e su come possono ripensare i loro dipartimenti oggi per assicurarsi migliori performance domani.

 

  1. Costruire relazioni strategiche con i fornitori

Stabilire relazioni strategiche con i fornitori può sembrare una scelta ovvia da fare, ma è più di questo. Si tratta di mantenere le relazioni con loro mentre si diversifica il procurement per rimanere competitivi sul mercato. Ancora più importante, proprio per il settore automotive, stabilire una connettività in tempo reale con tutti i fornitori è fondamentale per abbattere le barriere tradizionali in una Supply Chain, permettendo una pianificazione più olistica per l’azienda. Agire in questa direzione non solo può assicurare la competitività, ma si configura anche come una pratica attiva di gestione del rischio, essenziale in un’industria complessa come quella dell’automotive. Affidarsi troppo a pochi fornitori chiave può avere gravi conseguenze quando una crisi esterna colpisce.

 

  1. Sostenibilità ed ecosistema trasparente

La sempre maggiore attenzione ad adottare pratiche sostenibili da parte di tutte le industrie è in effetti una delle ragioni principali di questa trasformazione dirompente anche nel settore automotive. C’è ancora un malinteso comune associato alle pratiche sostenibili: fa aumentare i costi. Da questo punto di vista bisognerebbe cambiare prospettiva: diventare sostenibili non è un costo tout court, è piuttosto un investimento. Adottare pratiche sostenibili e garantire la trasparenza di tutta la Supply Chain può essere un catalizzatore, come altri, per la crescita e la redditività. Ridurre la produzione di rifiuti, migliorare l’efficienza delle risorse, diminuire il tempo di inattività dei macchinari sono alcune delle attività in cui investire e che, nel medio-lungo termine, possono aiutare le aziende a crescere in termini di sostenibilità. Del resto, non è un caso che il PNRR trovi nella transizione ecologica uno dei suoi pilastri e proprio per questo il Governo e l’Europa stiano stanziando non poche risorse a sostegno di questo processo di trasformazione.

 

  1. Sourcing basato sui margini

Infine, l’automazione e la standardizzazione dei processi di acquisto utilizzando i preesistenti marketplace automobilistici B2B online possono garantire un sourcing basato sui margini. Rivolgere l’attenzione alla gestione e al sourcing delle partnership, tagliare i costi utilizzando i marketplace digital e regolare il lead time per i fornitori per adattarsi ai concetti di produzione modulare può aumentare la competitività complessiva.

 

  1. Utilizzo di tecnologie innovative

Già numerose aziende del settore automotive stanno utilizzando applicativi e piattaforme di terze parti per gestire i rischi dei fornitori. Tali strumenti possono anche fornire analisi e report approfonditi che possono essere condivisi internamente ed esternamente per allineare altri dipartimenti con gli Acquisti. I team di procurement devono accelerare la trasformazione digitale con una chiara attenzione alle soluzioni di sistemi integrati, alla gestione dei dati e all’analisi per creare valore dai dati. Ci sono diverse tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, impiegate dai provider di piattaforme di eProcurement che garantiscono, anche per le aziende dell’industria automotive, una ottimizzazione dei processi di approvvigionamento attraverso la gestione dei dati, l’analisi e la mappatura del rischio, e che migliorano le operazioni in tutta la catena del valore.

 

 

Intelligenza Artificiale: supportare o sostituire il lavoro umano?

Marzo 21, 2022

Intelligenza Artificiale: supportare o sostituire il lavoro umano?

Artificial Intelligence Blockchain Gestione degli Acquisti Nuove Tecnologie

“L’Intelligenza Artificiale ci sostituirà nel nostro lavoro?” Questa è una delle domande – e delle preoccupazioni – che spesso capita di sentire quando si parla con chi si occupa di acquisti. La risposta ve la sveliamo a fine articolo, ma prima di affrontare l’argomento è bene chiarire cosa è e cosa non è l’AI, specie quando utilizzata nel Procurement.

Per semplificare, l’AI è una soluzione tecnologica, una macchina volta a risolvere un compito specifico per il quale è stata impostata. Ha alcune capacità, come l’autoapprendimento da esperienze e dati immagazzinati, che per questo la portano a svolgere autonomamente azioni che prima dovevano necessariamente essere gestite dall’uomo. Per questo motivo, ha il potenziale per cambiare rapidamente le pratiche di lavoro anche nelle grandi organizzazioni. Le applicazioni più utilizzate dell’AI sono:

Machine Learning (ML): parte da algoritmi che rilevano modelli e li usano per la previsione o il processo decisionale.

Natural Language Processing (NLP): algoritmi che possono interpretare, trasformare e generare il linguaggio umano.

Un’altra tecnologia che viene abitualmente inserita all’interno dell’insieme AI, ma che in realtà non è altro che un’applicazione dell’informatica tradizionale, è il Robotic Process Automation (RPA); in questo caso si parla di algoritmi che interagiscono con applicativi informatici e imitano le azioni umane per ridurre compiti semplici e ripetitivi.

Tutte le forme di Intelligenza Artificiale coinvolgono algoritmi – insiemi di regole che specificano come risolvere un problema specifico. Gli algoritmi possono essere familiari a chiunque sia dotato in matematica, ma costituiscono anche la base della maggior parte dei software. Dal punto di vista del Procurement, qualsiasi soluzione tecnologica che includa algoritmi intelligenti di autoapprendimento può essere considerata AI. Ad esempio, una piattaforma di Digital Procurement che sia integrata di sistemi di AI applicati al riconoscimento automatico dei documenti e altre funzioni.

Molto è il clamore e tanti i malintesi intorno all’Intelligenza Artificiale. Dal punto di vista del Procurement, ma vale per ogni altro settore, l’AI non è un essere senziente cromato o plastificato come si vede nei film. Non dovrebbe essere vista come una sostituzione della competenza umana nel Procurement, o essere considerata un nuovo membro del team in grado di guidare il cambiamento organizzativo o il sourcing strategico. Per il Procurement, l’AI non è una soluzione magica da sfruttare per risolvere i problemi organizzativi dell’Ufficio Acquisti. Tutte le soluzioni di AI oggi e nel prossimo futuro nel Procurement richiederanno la guida e la supervisione attiva di un esperto.

L’Intelligenza Artificiale sta comunque già iniziando a trasformare il Procurement. Sta, anzitutto, automatizzando o rendendo più efficienti compiti che richiedono solitamente molto tempo e sta, altresì, dando a chi si occupa di acquisti ulteriori informazioni approfondite basate su una serie di dati complessi. Quando pensate a una tecnologia come questa, guardate oltre il clamore e consideratela semplicemente come un nuovo tipo di soluzione a supporto del lavoro umano. Per questi motivi, è evidente che l’AI nel Procurement non sia un sostituto del lavoro umano, quanto piuttosto un supporto, un acceleratore delle competenze e delle funzioni svolte dagli Uffici Acquisti.

Vediamo adesso nello specifico quali sono i settori del Procurement che maggiormente possono essere supportati dall’applicazione dell’AI

  • Classificazione della spesa

In questo ambito l’utilizzo di algoritmi di apprendimento automatico è utile per classificare la spesa di approvvigionamento in categorie e sottocategorie. Ad esempio, l’algoritmo compie la revisione di centinaia di fatture per classificare automaticamente la spesa in diverse categorie.

  • Corrispondenza dei fornitori

L’utilizzo dell’apprendimento automatico è un supporto per collegare i dati dei fornitori contenuti nelle fatture e negli ordini di acquisto a una gerarchia di fornitori. Per esempio, collegando diverse filiali locali di un’azienda di trasporto e logistica a un fornitore internazionale.

  • Catturare i dati del fornitore o del mercato

Le tecnologie come l’elaborazione del linguaggio naturale sono utilizzate per cercare e catturare dati sui fornitori o su mercati specifici. Per esempio, tracciando i canali dei social media per i segnali sulle posizioni di rischio dei fornitori.

  • Rilevamento delle anomalie

Infine, gli algoritmi di apprendimento automatico vengono utilizzati per rilevare automaticamente e far emergere intuizioni rilevanti per l’approvvigionamento. Per esempio, cambiamenti inaspettati nei prezzi di acquisto di una materia prima o di un fornitore e collegarli o meno a cause specifiche.

 

3 tendenze nel procurement per l’industria manifatturiera

Marzo 14, 2022

3 tendenze nel procurement per l’industria manifatturiera

Artificial Intelligence Blockchain Gestione degli Acquisti Gestione Dei Fornitori Nuove Tecnologie Risk Management

L’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa ed è particolarmente forte in settori come la produzione tessile, l’agrifood, l’automotive e la farmaceutica. I produttori italiani di successo sono quelli più orientati all’esportazione e che investono in tecnologie produttive avanzate. Nel 2020, l’anno dell’esplosione della pandemia di COVID-19, il PIL italiano è diminuito dell’8,9%. Il manifatturiero italiano ha sofferto di conseguenza, con le esportazioni che sono diminuite dell’11,5% e il fatturato dell’8,9%.

In questo quadro generale molto complesso, il procurement è stato uno dei nodi venuti al pettine per le aziende manifatturiere in Italia: i problemi con le forniture, specialmente quelle dall’estero, il conseguente rincaro delle materie prime, sono solo alcuni dei problemi che le aziende italiane manifatturiere stanno ancora affrontando. Abbiamo raccolto, dunque, 3 macrotendenze che si sono affermate come conseguenza delle problematiche sopra citate. Ciascuna di esse individua certamente una parte della soluzione per una celere e intensa ripresa dell’industria manifatturiera in Italia.

 

  1. Gestione del rischio

Nel Procurement i rischi sono difficili da prevedere e non possono essere eliminati completamente. I fornitori che sono puntuali e affidabili possono aiutare le aziende a ridurre l’interferenza del rischio e rendere più facile adattarsi a qualsiasi situazione che può sorgere all’interno del mercato. L’economia è in continuo cambiamento ed è importante per le aziende manifatturiere essere preparate quando si tratta di gestione del rischio. Il Risk Management aiuta a scongiurare la possibilità di interruzione della fornitura e di conseguenza della produzione. Per assicurare la continuità della fornitura, le organizzazioni si affideranno sempre di più a piattaforme di eProcurement che hanno integrato banche dati e ricerche per migliorare le informazioni sui fornitori.

 

  1. Acquisizione di talenti

Con le tecnologie nuove ed emergenti è difficile trovare il talento per le competenze richieste. Questo si rivela essere una sfida perché la maggior parte dei produttori si affida alla tecnologia e al suo utilizzo e implementazione sul lavoro. Assumere nuovi talenti o aggiornare le risorse esistenti è inevitabile e vincente. Le organizzazioni stanno già investendo per aggiornare il loro personale o, in alternativa, stanno coinvolgendo dei consulenti esterni che siano aggregatori di competenze. Coinvolgere consulenti esterni all’azienda, infatti, può garantire flessibilità in termini di variazione dei bisogni dell’azienda in determinati momenti.

 

  1. Efficientamento dei processi

Efficientare i processi vuol dire da un lato ottimizzare le modalità di lavoro interne, e riguarda quindi l’operatività degli uffici Acquisti, ma dall’altro significa monitorare e valutare la qualità del lavoro dei fornitori. Dal punto di vista dell’efficientamento dell’ufficio Acquisti sono le tecnologie che sostengono e ottimizzano i tempi di lavoro quelle a cui affidarsi e in cui investire; le nuove e potenti tecnologie digitali come l’Intelligenza Artificiale, il Machine Learning, la Blockchain e altre ancora, sono ciò che può significativamente aiutare le aziende a navigare attraverso lo scenario di un mercato in continuo mutamento, assicurando di stare al passo rispetto a tutte le ultime tendenze in tema di procurement e produzione. Dal punto di vista del miglioramento delle forniture, è noto che qualsiasi fornitore con cui un’azienda ha un contratto può essere controllato e misurato periodicamente per le sue prestazioni, persino in tempo reale; anche in questo caso, quindi, è la tecnologia che viene in aiuto a chi si occupa di acquisti. Le metriche che emergono vengono discusse con il fornitore per i miglioramenti da ottenere. Ma l’analitica viene utilizzata anche per prevedere le possibili problematiche in relazione alla fornitura richiesta. Parliamo in questo caso di Analitica Predittiva.

 

È, dunque, necessario che le aziende, per ottenere miglioramenti significativi, organizzino una struttura interna che sia pronta ad affrontare le sfide del settore manifatturiero. Per questo, diventa essenziale avere a disposizione gli strumenti giusti, ovvero quelli che consentono ai team di Procurement di rendere più performante l’attività interna e più efficiente la collaborazione con i fornitori.
Uno strumento valido è certamente una piattaforma di eProcurement che permette alle aziende di controllare contemporaneamente e valutare, tramite i dati registrati, la qualità e l’efficienza sia del proprio parco fornitori, che dei processi di gestione e comunicazione interna.